Crotone, nulla è cambiato dal tragico incidente ferroviario del 1989

Crotone, nulla è cambiato dal tragico incidente ferroviario del 1989

Dopo 32 anni ancora vivo il ricordo delle vittime. Piantumato per la loro memoria un ulivo bianco

Sono trascorsi 32 anni dal tragico incidente ferroviario in cui persero la vita 12 persone. Quel giorno alle ore 13:20 un treno locale, composto da due automotrici, provenendo da Cariati si scontrò con un treno proveniente da Catanzaro. Quel treno passò dalla stazione ferroviaria di Crotone.

I treni viaggiavano veloce e, allo scontro, le automotrici si ribaltarono sulla scarpata laterale. E proprio oggi, nel giorno della commemorazione le associazioni Italia Nostra, Gruppo Archeologico Krotoniate, il Movimento per la Difesa dei Diritti dei Cittadini, Filt-Cgil, il Comitato cittadino ferrovia jonica, il Comitato cittadino aeroporto Crotone, l’associazione Vivere Sorridendo Italia onlus ed il CSV Calabria Centro hanno ricordato le donne, gli uomini e i ragazzi che hanno perso la vita, e hanno piantumato nei pressi della stazione, un ulivo bianco, simbolo di pace.

Una giornata per ricordare ma anche per ribadire le necessità di un territorio ancora oggi isolato.

“Un pezzo della nostra vita è ancora qui- ha detto il familiare di una delle vittime -. Sono trascorsi 32 anni ma per noi non è cambiato nulla e nemmeno per Crotone.
Mi sento sconfitto da italiano e calabrese. Nulla è cambiato anzi, la viabilità è sempre più ridotta e i servizi sono scarsi”.

E di quel 16 novembre 1986 è effettivamente rimasto solo il ricordo, come spiega Filippo Sestito del Csv Aurora: “Questa è una giornata particolare per la città e la comunità. Le promesse fatte 32 anni fa, però, non sono state rispettate. Nel corso del tempo, cittadini e associazioni si sono sostituiti allo Stato perché la dimensione della memoria è la dimensione che serve per costruire il futuro. Lo Stato – conclude- deve occuparsi della nostra provincia”.

“Ricordiamo le vittime gli fa eco il sindaco di Crotone Vincenzo Voce -. Il nostro isolamento continua in modo vergognoso. Una stazione di una città capoluogo ridotta al nulla è inaccettabile”.

Rimane però l’impegno delle associazioni come ricorda Maddalena Autiero di Italia Nostra: “Oggi commemoriamo un evento tragico. Non dimentichiamo queste vittime che ancora sono nei nostri cuori. Ma questo è anche un momento per riflettere, per spingere le istituzioni regionali e nazionali per fare qualcosa per l’isolamento della nostra provincia”.

A benedire l’ulivo piantumato don Antonio Rodio, il parroco della parrocchia Maria e Gesù a Fondo Gesù.