PENSIONI

Crotone, più pensionati che lavoratori: il divario pesa sul territorio

Nella provincia crotonese si contano 66.299 pensioni e 47.373 lavoratori. In Calabria il saldo negativo supera le 220mila unità; entro il 2029 previste 75.400 uscite dal lavoro

A cura di Redazione
25 ottobre 2026 07:30
Crotone, più pensionati che lavoratori: il divario pesa sul territorio - Foto: Redazione
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In provincia di Crotone le pensioni superano gli occupati di 18.926 unità. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, elaborata sulla base dei dati Inps e Istat relativi al 2025, che fotografa il rapporto tra prestazioni pensionistiche e persone occupate nei territori italiani.

Nel Crotonese risultano 66.299 pensioni vigenti, a fronte di 47.373 occupati. Il saldo negativo evidenzia lo squilibrio tra il numero delle prestazioni erogate e quello delle persone che lavorano, in un territorio nel quale il mercato occupazionale resta uno degli elementi centrali per le prospettive di sviluppo economico e sociale.

Il dato provinciale si inserisce in una situazione regionale ancora più ampia. In Calabria, nel 2025, le pensioni vigenti erano 782.031, mentre gli occupati risultavano 561.682. La differenza raggiunge così 220.349 unità in negativo, confermando una distanza significativa tra la platea dei beneficiari delle prestazioni e quella dei lavoratori.

Calabria, oltre 75mila uscite dal lavoro entro il 2029

Le prospettive dei prossimi anni aggiungono un ulteriore elemento di attenzione. Secondo le stime riportate dalla CGIA, tra il 2025 e il 2029 in Calabria saranno necessarie circa 75.400 sostituzioni di lavoratori in uscita dal mercato del lavoro, soprattutto per effetto dei pensionamenti. Di queste, circa 27.600 riguarderanno dipendenti del settore privato.

La questione non riguarda soltanto la sostituzione numerica del personale. Le imprese dovranno trovare lavoratori con competenze adeguate, in particolare nei comparti tecnici, artigianali, manifatturieri e delle costruzioni. La disponibilità di professionalità qualificate e l'ingresso dei giovani nel sistema produttivo rappresentano quindi due aspetti decisivi per affrontare il ricambio generazionale.

Anche il quadro nazionale mostra una progressiva riduzione della distanza tra occupati e pensioni. Nel 2025, in Italia, si contavano 24,1 milioni di occupati e oltre 23,1 milioni di pensioni vigenti. Negli anni Ottanta il rapporto era invece di circa tre lavoratori per ogni pensionato.

Il quadro nelle altre province calabresi

Il saldo negativo interessa tutte le province della regione, anche se con dimensioni differenti. Reggio Calabria registra 232.109 pensioni e 141.741 occupati, con una differenza negativa di 90.368 unità: è il divario più elevato in Italia.

A Cosenza le pensioni sono 277.162 e gli occupati 210.357, con un saldo di -66.805. A Catanzaro si registrano 141.605 pensioni contro 111.752 occupati, per una differenza negativa di 29.853 unità. Chiude il quadro Vibo Valentia, con 64.856 pensioni e 50.457 occupati, pari a un saldo di -14.399.

La fotografia regionale restituisce un problema comune: ampliare le opportunità di lavoro, favorire l'occupazione giovanile e rafforzare il ricambio generazionale sono passaggi fondamentali per ridurre il divario tra popolazione attiva e prestazioni pensionistiche.

Fonte: Ufficio studi CGIA di Mestre, elaborazione su dati Inps e Istat; stime sulle uscite dal lavoro su dati Unioncamere e Ministero del Lavoro.

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