Crotone, primario indagato per truffa aggravata: perquisizioni in ospedale e nell’ambulatorio privato

La Procura ipotizza prestazioni sanitarie private svolte senza le autorizzazioni previste, mentre il medico avrebbe continuato a percepire le indennità legate al rapporto di esclusività con l’Azienda sanitaria

A cura di Redazione
19 ottobre 2026 19:45
Crotone, primario indagato per truffa aggravata: perquisizioni in ospedale e nell’ambulatorio privato - Foto  redazione
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Crotone - Un dirigente medico e primario dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone è indagato per l’ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato. La Procura della Repubblica di Crotone ha disposto l’esecuzione di un decreto di perquisizione personale, locale e informatica nell’ambito di un’attività investigativa volta a verificare il rispetto delle regole che disciplinano il rapporto di esclusività dei medici con il servizio sanitario pubblico.

Le operazioni hanno interessato i locali del Centro di salute mentale, un’abitazione privata riconducibile al medico e adibita anche ad ambulatorio privato.

Secondo l’ipotesi investigativa sostenuta dalla Procura, il professionista avrebbe erogato prestazioni e consulenze sanitarie in regime di attività libero-professionale senza i prescritti protocolli autorizzativi aziendali. L’attività sarebbe stata svolta, inoltre, in assenza di regolare partita Iva.

Gli investigatori intendono verificare se questa situazione sia stata portata avanti mentre il medico continuava a percepire dall’Azienda sanitaria le indennità economiche collegate al vincolo di esclusività, che lega il professionista al servizio sanitario pubblico.

L’indagine punta dunque a chiarire se vi siano state violazioni degli obblighi previsti dal rapporto di lavoro con l’Asp e se le eventuali condotte abbiano comportato un danno economico per lo Stato.

Le perquisizioni sono state eseguite nell’ambito delle attività investigative coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone, diretta dal procuratore capo Domenico Guarascio, che ha assicurato la tempestività e la legittimità degli atti compiuti.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Come precisato dalla stessa Procura, vale il principio di presunzione di innocenza: la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.

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