Crotone, recuperiamo quegli spazi dimenticati

Crotone, recuperiamo quegli spazi dimenticati

Recuperare i nostri luoghi ma anche e soprattutto riappropriarci di quegli spazi che profumano di cultura e che magari potrebbero incentivare quel fermento culturale che da tempo la città chiede. Aree e strutture che necessitano di interventi e chiarimenti. Basta pensare a Bastione Toledo, al Museo del Mare e della Terra, palazzo Milone (che ricordiamo essere però di competenza dell’ente Provincia), spazi spesso investiti da interventi di riqualificazione ma mai valorizzati fino in fondo, alcuni di questi sono addirittura inutilizzati.

Un vero peccato considerando che la nostra città ha bisogno di punti di riferimento che potrebbero essere utilizzati per rispondere alle esigenze culturali, e non solo, dei cittadini. Esigenze che, come scritto più volte, vengono soddisfatte – per fortuna – dalle tante associazioni. Ma anche loro hanno bisogno di ambienti idonei a svolgere le proprie attività accogliendo anche la popolazione.

Insomma, a Crotone ci sono tanti spazi che potrebbero almeno essere curati e puliti. Anche Silvano Cavarretta, già assessore alla Cultura e presidente del comitato Pro-Crotone, ha scritto una lettera indirizzata al Commissario straordinario del Comune di Crotone Tiziana Costantino chiedendo di «verificare, attraverso gli uffici competenti, lo stato di alcuni immobili al fine di rendere edotta la cittadinanza, del perché nonostante i cospicui impegni economici e le notevoli aspettative della città, gli stessi risultano non fruibili ed abbandonati».

Gli immobili in questione, come riportato nella missiva, sono i camminamenti che da Vico Giunti con incrocio Viale Regina Margherita, conducono nella zona sottostante a Viale Regina Margherita e i vani siti sulle mura spagnole in adiacenza all’ingresso della villa comunale, con realizzazione di servizi, zona bar, ecc. Il comitato, considerando che «nel recente passato il Comune di Crotone ha proceduto ad effettuare lavori di recupero e restauro di alcuni manufatti di interesse storico monumentale, che per tali opere, sono state impegnate consistenti risorse economiche sul presupposto di recuperare un patrimonio storico, architettonico ed artistico, da rendere fruibile ed utilizzabile per varie finalità», chiede dunque maggiori delucidazioni soprattutto considerando che «al di là delle aspettative e del consistente esborso economico, si sperava nel recupero ed utilizzo di tali struttura che ad oggi risultano mai aperte, ricettacolo di immondizia e di incuria».

Delucidazioni lecite dunque, che dovrebbero essere fornite anche sulle tante altre opere, alcune incompiute altre abbandonate, se non altro per spingere prima alla riflessione e poi, magari, anche all’azione.