Crotone - Rinviato il processo per il naufragio del Summer Love

Il tribunale di Crotone sospende l’udienza per errori di attribuzione del collegio: sul banco degli imputati sei ufficiali tra Guardia di finanza e Guardia costiera, mentre i familiari denunciano il mancato ricongiungimento delle vittime

A cura di Redazione
14 gennaio 2026 12:00
Crotone - Rinviato il processo per il naufragio del Summer Love -
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Il tribunale di Crotone si prepara a un nuovo rinvio sul caso del caicco Summer Love. Il processo per i ritardi nei soccorsi al natante naufragato il 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro, in cui persero la vita 94 persone, tra cui 35 minori, non è iniziato come previsto. L’udienza del 30 gennaio 2026 è stata sospesa a causa di un errore nell’attribuzione del collegio penale: il mercoledì fissato per il dibattimento la sezione era già impegnata in un altro processo complesso, quello contro la ‘ndrangheta che coinvolge circa sessanta imputati.

Per ovviare al problema, il tribunale ha disposto l’assegnazione del dibattimento a un nuovo collegio composto da Alfonso Scibona (presidente), affiancato dai giudici a latere Giuseppe Collazzo e Glauco Panettoni. Sul banco degli imputati ci sono sei ufficiali, quattro della Guardia di finanza e due della Guardia costiera, in servizio nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023: Giuseppe Grillo (56 anni), capo turno della sala operativa del Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Vibo Valentia; Alberto Lippolis (50), comandante del Roan di Vibo Valentia; Antonino Lopresti (51), ufficiale in comando tattico della Guardia di finanza; Nicolino Vardaro (52), comandante del Gruppo aeronavale della Finanza di Taranto; Francesca Perfido (40), ufficiale della Guardia costiera in servizio presso l’Imrcc di Roma; e Nicola Nania (51), in servizio al V Mrsc della Capitaneria di porto di Reggio Calabria.

Le parti civili, 86 in tutto, comprendono sopravvissuti, familiari delle vittime, Ong e associazioni impegnate nella tutela dei migranti. All’udienza odierna erano presenti Vardaro e Perfido.

In una lettera inviata al tribunale, i familiari delle vittime e i sopravvissuti hanno denunciato come, a tre anni dalla tragedia, molte famiglie siano ancora separate e senza risposte: “L’Italia non ha mantenuto le sue promesse sui ricongiungimenti”.

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