Crotone riscopre i suoi tesori: Santa Chiara meta di successo nelle Giornate Fai Primavera

Crotone riscopre i suoi tesori: Santa Chiara meta di successo nelle Giornate Fai Primavera

Il complesso chiesa-monastero di Santa Chiara a Crotone meta di successo

Si sono concluse con un’ampia partecipazione di pubblico e giudizi lusinghieri le Giornate di primavera organizzate dal Fai, Fondo ambiente italiano, sabato 26 e domenica 27 marzo. Tra gli eventi in Calabria anche quello promosso dal neocostituito Gruppo Fai di Crotone e dedicato al complesso chiesa-monastero di Santa Chiara.

Far conoscere, valorizzare e preservare beni storici, architettonici, artistici e ambientali poco noti o solitamente non fruibili del territorio urbano e provinciale è la “mission” del Gruppo, al suo esordio ufficiale dopo la positiva esperienza del 17 ottobre 2021, Giornata d’autunno dedicata al faro di Capo Colonna. Chiesa e monastero di Santa Chiara sono tra i più antichi simboli delle istituzioni religiose della città pitagorica.

Fonti storiche datano a prima del 1458 un’abbazia di Santa Chiara dentro le mura civiche e la chiesa odierna, restaurata ed abbellita dopo il terremoto del 1744 e consacrata il 31 ottobre 1774 dal vescovo di Crotone Giuseppe Capocchiani, mostra ancora tracce dell’originaria pavimentazione medioevale. Ai visitatori affluiti nelle due giornate di apertura l’edificio sacro ha offerto lo splendore delle sue decorazioni barocche, del suo antico organo napoletano e di quadri, affreschi, statue e altri arredi sacri.

La chiesa testimonia il suo diretto legame con l’annesso monastero delle clarisse, ordine religioso che trae origine da Santa Chiara. Molti degli arredi e lo stesso organo sono stati commissionati o donati da madri badesse, monache e loro famiglie appartenenti ai casati più in vista della città. Nell’itinerario di visita un preciso riferimento al passato è la data 1616 incisa all’imboccatura della cisterna del chiostro. Altra tappa il coro, luogo dove le clarisse trascorrevano gran parte della giornata in preghiera e dotato di grate di legno attraverso le quali, senza essere viste, le monache partecipavano alla Santa Messa ed a funzioni religiose pubbliche.

Ricavato dal rimaneggiamento di una torre delle antiche mura urbane, il cosiddetto belvedere di Santa Chiara offre un’ampia e suggestiva vista sulla città, spaziando dai tetti del centro storico fino al porto nuovo e l’ex area industriale. E’ stato indubbiamente questo uno dei “pezzi forti” della visita, conclusasi al parlatorio, unico luogo di contatto delle monache con l’esterno. Hanno piacevolmente accompagnato i visitatori le note di musiche sacre eseguite al violino da Cristiana Zurlo e all’antico organo da Paolo D’Ettoris.

La riuscita dell’evento è frutto di un lavoro organizzativo e di ricerca portato avanti con pazienza e tenacia. Ad esprimere ad Emilio Cellini, capo Gruppo Fai di Crotone, il loro vivo compiacimento sia Anna Lia Paravati, presidente Fai regionale, che Enzo Voce, sindaco della città, entrambi in visita a Santa Chiara. Molto apprezzato l’apporto di studenti volontari, formati e coordinati nel ruolo di guide da docenti soci del Fai.