Crotone, scoppia la protesta degli ex Akros: vogliono semplicemente il lavoro

Crotone, scoppia la protesta degli ex Akros: vogliono semplicemente il lavoro

Crotone – Da ieri pomeriggio i lavoratori ex Akros hanno deciso di occupare la Sala Consiliare del Comune in segno di protesta, vista l’incertezza che regna sul loro futuro.

La lunga storia, o meglio dire il calvario lavorativo, di questi lavoratori comincia da lontano, da quando nel 2015 la società partecipata (pubblico privata) Akros, nata per effettuare la raccolta differenziata nei comuni della Provincia di Crotone, fallisce. Nel 2016, a fine mandato, il sindaco Vallone firma un accordo con i sindacati per l’assunzione degli ex Akros in Akrea. Assunzione che avviene per i primi in graduatoria con il sindaco Pugliese per avviare la raccolta differenziata in città. Raccolta, però, che non decolla, e allora i restanti lavoratori ex Akros, vengono impiegati parzialmente e a rotazione per interventi straordinari di pulizia nella città. Una situazione tampone che, però, assicura per un paio di anni una continuità lavorativa.

Ora però bisogna agire.

I lavoratori, una ventina circa, chiedono di essere inseriti stabilmente in Akrea, con un contratto a tempo indeterminato.

Un impegno che, da quanto ha dichiarato il presidente di Akrea, Gianluca Giglio, è vitale per la società che ha bisogno di queste unità lavorative per dare continuità ai servizi.

Già due settimane fa, i lavoratori ex Akros avevano fatto sentire la propria voce con una riunione in Comune, terminata poi con un impegno da parte del sindaco Voce di trovare le risorse per attuare il piano assunzionale.

Ieri, dopo quindici giorni di silenzio, e alle porte della scadenza dell’ultimo contratto, i lavoratori ex Akros hanno deciso di riprendere la protesta, occupando la sala consiliare fino a quando non avranno un atto concreto da parte dell’amministrazione.

La protesta ha avuto momenti di alta tensione, quando uno dei lavoratori, Vincenzo, ha deciso di sedersi sul parapetto della balconata dimostrando che la disperazione può portare anche a atti estremi.

C’è bisogno di risposte per questi lavoratori che hanno passato la notte nella sala consiliare e che stamattina hanno continuato la loro protesta. Lavoratori che, nonostante la protesta e nonostante l’incertezza sul futuro, si danno il cambio nella sala consiliare, andando comunque a fare il proprio turno di lavoro.

Una dedizione che merita un sacrificio da parte di chi, oggi, è chiamato a dare risposte.

Gianfranco Turino