Crotone - Scuole dell'infanzia: c'è chi chiede lo stop anticipato
Le attività didattiche terminano il 30 giugno, ma per il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani fa troppo caldo
Crotone - Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) lancia un appello alle istituzioni affinché venga avviata una riflessione sull'organizzazione delle attività educative nelle scuole dell'infanzia della provincia di Crotone, alla luce delle sempre più frequenti ondate di calore che interessano il territorio. Al centro della richiesta vi è il calendario scolastico regionale, che prevede la conclusione delle attività della scuola dell'infanzia il 30 giugno, mentre le lezioni della scuola primaria e della secondaria terminano intorno all'8 giugno. Una differenza di oltre venti giorni che, secondo il Coordinamento, merita oggi una revisione in considerazione dei cambiamenti climatici e delle condizioni degli edifici scolastici.
Il CNDDU evidenzia come, negli ultimi anni, la seconda metà di giugno sia stata caratterizzata da temperature superiori ai 35 gradi e sottolinea che molti plessi destinati alla scuola dell'infanzia non dispongono di impianti di climatizzazione o di sistemi efficaci per mitigare il caldo. Una situazione che espone bambini, insegnanti e personale ATA a condizioni ambientali non sempre compatibili con il benessere e la sicurezza.
Per il Coordinamento, il tema va oltre il semplice comfort degli ambienti scolastici e riguarda la tutela del diritto alla salute, la qualità dell'esperienza educativa e il diritto dei lavoratori a operare in condizioni sicure. Vengono richiamati, a sostegno della richiesta, gli articoli 32, 34 e 97 della Costituzione, oltre alle disposizioni del Decreto Legislativo 81/2008, che impongono la valutazione dei rischi presenti negli ambienti di lavoro, compresi quelli legati allo stress termico. Secondo il CNDDU, appare inoltre evidente una disparità organizzativa: mentre gli alunni della primaria e della secondaria terminano le lezioni prima del periodo statisticamente più esposto alle ondate di calore, bambini della scuola dell'infanzia e personale scolastico restano impegnati per oltre tre settimane aggiuntive, spesso in edifici privi di adeguati sistemi di climatizzazione.
Le richieste
Per questo motivo il Coordinamento chiede al dirigente dell'Ambito Territoriale di Crotone di promuovere un tavolo istituzionale che coinvolga l'Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, la Regione, i Comuni della provincia, l'Azienda sanitaria provinciale, i dirigenti scolastici e le organizzazioni sindacali. L'obiettivo è elaborare una proposta condivisa da sottoporre alla Regione Calabria per modificare il calendario scolastico 2026/2027.
Tra le richieste figura anche l'aggiornamento dei Documenti di Valutazione dei Rischi di tutte le istituzioni scolastiche con una specifica analisi del rischio da stress termico, così da individuare misure preventive e organizzative adeguate alla tutela della salute di lavoratori e utenti. Il CNDDU propone infine di valutare l'uniformazione della data di conclusione delle lezioni per tutti gli ordini di scuola, nel rispetto del monte ore annuale previsto dalla normativa. Una soluzione che, secondo il Coordinamento, favorirebbe maggiore equità, una migliore conciliazione tra vita familiare e lavoro e un'organizzazione più efficiente del servizio scolastico.
Le dichiarazioni del CNDDU
"Il cambiamento climatico rappresenta ormai un elemento strutturale con cui anche la scuola è chiamata a confrontarsi", sottolinea il CNDDU, ribadendo che adeguare l'organizzazione del servizio educativo significa rendere effettivi i principi costituzionali di tutela della salute, del diritto all'istruzione e della dignità del lavoro. Il Coordinamento ricorda inoltre che la scuola dell'infanzia costituisce il primo segmento del sistema scolastico nazionale e non può essere considerata un semplice servizio di assistenza, ma un percorso fondamentale per lo sviluppo e il successo formativo dei bambini.
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