Crotone set cinematografico, Severino Iuliano: «Amo profondamente questa città»

Crotone set cinematografico, Severino Iuliano: «Amo profondamente questa città»

La città di Crotone “set cinematografico” per un fan movie, il “Silenzio Oscuro”, ultimo cortometraggio del regista crotonese Severino Iuliano. Un figlio della terra crotonese, in passato protagonista insieme al fratello Aldo Iuliano di numerosi successi, tra questi “Penalty”, opera vincitrice del Globo d’Oro nel 2017 ambientata a Crotone. e sempre con il fratello Aldo ha dato vita in passato al marchio Iuliano Brothers. A parlare dell’ultimo cortometraggio e dei progetti futuri è lo stesso Severino, entusiasta del lavoro svolto.

Quali sono le tematiche affrontate nel cortometraggio “Silenzio Oscuro”?

«L’alienazione esistenziale che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha sperimentato sulla sua pelle. Quel conflitto interiore che paralizza la mente e ti fa sentire perso in un limbo, dove anche la più scontata delle decisioni è impossibile da prendere. Una linea di confine sottilissima fatta di silenzio, che può trasformarti da eroe a pazzo in un attimo se non sai come gestirla».

Per quanto tempo sono durate le riprese e quando è previsto il rilascio del cortometraggio? E’ stata, come lei stesso ha dichiarato su Facebook “Un’avventura notturna” nella città di Crotone.

«Stiamo cercando una distribuzione festivaliera, quindi la data di rilascio non è ancora definita. Le riprese sono durate quattro notti. Tutti i cortometraggi che ho girato a Crotone sono realizzati in notturna, in quelle ore la città si trasforma in un vero e proprio set cinematografico. Si spegne completamente e rimane solamente il suo involucro, un’atmosfera che mi ha sempre incuriosito e affascinato».

C’è qualche aneddoto particolare o curioso che può raccontare in merito a questa sua opera?

«Sicuramente la cosa più divertente è stato il passaparola generato sui social, che ha fatto finire la notizia delle riprese su diversi quotidiani d’informazione del web e addirittura sul telegiornale regionale. Un trambusto “social” che non avevamo previsto».

Pandemia permettendo, quali sono i suoi progetti futuri?

«Scrivere le mie storie, non lo faccio da troppo tempo. In particolare due film che ho in testa da almeno dieci anni. Il primo sull’ipocrisia che regola i rapporti di famiglia, il secondo sull’importanza di non arrendersi. Vorrei tanto che diventassero i prossimi film di mio fratello Aldo».

Dal suo punto di vista, Crotone si presta a dare spazio ai talenti ed in particolare alle loro idee?

«È una città che amo nel profondo e potenzialmente potrebbe essere terreno fertile per il mio settore. Troppo spesso però vedo scarsa pianificazione e mancanza di dialogo. Nel recepire le idee si dà poco valore al lavoro e alla visione degli artisti. Le cose devi farle da solo, portarle fuori dai confini regionali (e nazionali, per quel che ci riguarda), ottenere qualche riconoscimento e poi, forse, qualcuno si ricorderà di te. Non è facile lavorare in queste condizioni ma non bisogna arrendersi».

Come ha vissuto questi mesi di restrizioni, dal punto di vista lavorativo e artistico?

«Passo la vita a casa a lavorare al computer, quindi non ho risentito particolarmente del lockdown. Ho continuato a fare quello che ho sempre fatto, cercando di riempire il tempo libero e la mente in ogni modo possibile. Cerco di comportarmi responsabilmente e con un atteggiamento sempre positivo. Prima o poi usciremo da questo incubo ma ognuno di noi deve fare la sua parte».

Leonardo Vallone