Crotone – Sospiro di sollievo per i lavoratori della Croce Rossa Italiana

Crotone – Sospiro di sollievo per i lavoratori della Croce Rossa Italiana

Crotone – Non hanno percepito lo stipendio per tre mesi alcuni lavoratori della Croce Rossa Italiana che prestano servizio presso il Cara di Isola di Capo Rizzuto, il centro di accoglienza per migranti. Le mensilità mancate di giugno, luglio e agosto sarebbero il frutto di una situazione debitoria: questo pomeriggio, presso la Prefettura di Crotone, vi è stato un incontro tra la Uil, che aveva sollevato il problema dei lavoratori, e la Croce Rossa.

L’esito è stato positivo: «Abbiamo chiarito le questioni, quello che è stato il debito verso i fornitori o altri tipi di creditori che ha dovuto affrontare il comitato di Crotone  – ha dichiarato Fabio Tomaino della Uil, al termine dell’incontro –  ma sopratutto siamo riusciti in accordo con la Prefettura a stabilire buona parte dei due bimestri di maggio-giugno, luglio-agosto, che consentiranno entro la fine di settembre al comitato di poter saldare tutte le mensilità a tutti i dipendenti, rispettando dal mese successivo a saldare le mensilità».

«Un incontro positivo dove abbiamo messo sul tavolo la situazione del comitato di Crotone – ha dichiarato il presidente della Croce Rossa Italiana comitato di Crotone Sergio Monteleoneabbiamo cercato di smentire alcune situazioni che si sono susseguite in questi giorni. I debiti li stiamo saldando con un piano finanziario, il disavanzo che il comitato di Crotone che abbiamo trovato non è un disavanzo che si può chiudere in questo anno ma necessità di un piano di lunga scadenza. Per come abbiamo già riferito,  i ritardi sono legati alla burocrazia, e oggi ci siamo presi l’impegno di saldare entro fine mese di saldare tutto il pregresso ai dipendenti».

Un sospiro di sollievo per tutti, dunque: «I dipendenti della Croce hanno sempre lavorato con abnegazione e impegno – ha concluso – non dimentichiamoci dei volontari che stanno lavorando su tutti i fronti, dell’emergenza Covid, in Afghanistan, i vaccini e altrove».