(Video) Crotone, Tomaino (Uil): “L’Abramo CC non è un vuoto a perdere”. I dipendenti: “Siamo diventati invisibili”

(Video) Crotone, Tomaino (Uil): “L’Abramo CC non è un vuoto a perdere”. I dipendenti: “Siamo diventati invisibili”

Crotone – Sono scesi questa mattina sotto la sede, dove per anni, hanno svolto il loro lavoro. Tra commesse, tastiere, monitor e un buon caffè tra colleghi, oggi i dipendenti dell’Abramo CC vogliono sapere quale sarà il loro futuro, e se vi sarà un nuovo privato pronto a farsi avanti per l’azienda che “non è un vuoto a rendere”. Mille e duecento persone che vi lavorano, che ogni mattina si incontrano all’entrata salutando i propri colleghi. Intanto gli stipendi di settembre sono stati pagati al 70 %.

«Fino a pochi giorni c’era un tavolo istituzionale dove partecipavano le parti sociali e gli investitori, fondi, per discutere di un piano industriale di rilancio e sviluppo della società – ha dichiarato Fabio Tomaino, segretario Uil Crotoneda un giorno all’altro è apparsa la decisione unilaterale di avviare un concordato. Questo non è un tassello che fa parte di una strategia condivisa, è un atteggiamento unilaterale che rischia di disent ha intenzione di mettere fondi privati per ridisegnare lo sviluppo dell’Abramo Costumare Care.

In tanti anni l’azienda, ci hanno detto i dipendenti, ha dato da lavoro a tante famiglie, creando un tessuto economico e sociale in una città precaria: «L’imprenditore Abramo ha creato solo confusione e e rabbia tra quei dipendenti che spesso invita a comportarsi come una grande famiglia – ha aggiunto Tomaino  – ma che di fatto questi dipendenti sembrano tanti figli senza genitori. Cosa c’è sotto questa situazione spero sia chiarato nelle prossime ore. Dopo ventiquattro anni è grazie a questo palazzetto che Abramo ha raggiunto questi numeri e costruito questo impero. Oggi nessuno lo sta mandando via, ha deciso di andar via così sembrerebbe, o facesse con rispetto e lealtà, visto che la società non verrà regalata, anche con uno spirito di gratitudine verso chi ha contribuito a creare una grande impresa. Se ci sono investitore interessati, che non sono pubblici, significa che l’Abramo non è un vuoto a perdere. L’Abramo ha un forte capitale umano, merita rispetto. Sono anni che si saltella tra ipotetici esuberi, difficoltà economiche, quando oggi è una società in buona salute, con i suoi debiti ovviamente che vanno risanati, ma che alletta altri investitori».

«Tra colleghi parliamo, purtroppo siamo tutti su una linea comune, siamo delusi per questa situazione arrivata in questo momento e queste modalità – ci ha detto una dipendente – siamo arrivati a conoscenza del concordato solo un giorno prima, è stata una doccia fredda. Già il periodo Covid ci sta mettendo a dura prova, siamo diventati invisibili, e questo contribuisce a farci stare ancora peggio emotivamente, in questo momento non abbiamo la forza di affrontare le cose come dovremmo. Credere in questa azienda è stato per noi un motivo di orgoglio è una realtà dove lavori e ti viene pagato anche il minuto in più che fai».

Danilo Rub.