Crotone - Un solo sportello bancario ogni 713 imprese, dato più alto d’Italia
La provincia crotonese al centro dell’allarme sulla desertificazione bancaria. CNA Calabria: “Servono presidi vicini a cittadini e aziende”
Crotone - La provincia di Crotone è il territorio italiano dove ogni sportello bancario rimasto deve sostenere il carico maggiore di imprese: 713 aziende in media per ogni filiale. Un dato che fotografa con chiarezza l’avanzata della desertificazione bancaria e le difficoltà che interessano soprattutto i piccoli centri e il tessuto produttivo locale.
A evidenziarlo è l’elaborazione del Centro Studi CNA sulla progressiva riduzione della rete bancaria in Italia. Negli ultimi dieci anni, dal 2015 al 2025, il numero delle filiali è passato da 30.258 a circa 19.140, con oltre 11mila presidi in meno e una contrazione del 36,7%.
In Calabria quasi tre comuni su quattro senza sportello
Il fenomeno assume dimensioni particolarmente rilevanti in Calabria, dove il 74,5% dei comuni è privo di uno sportello bancario. Una situazione che incide non soltanto sulla vita quotidiana dei cittadini, ma anche sulla capacità delle imprese di avere un rapporto diretto con gli istituti di credito.
La regione è infatti la terza in Italia per numero di imprese presenti in comuni senza sportello: sono circa 32mila le attività coinvolte. Tra le province calabresi, Crotone emerge per un altro dato significativo: il rapporto tra aziende e sportelli rimasti è il più alto d’Italia, con una media di 713 imprese per ogni presidio bancario. Seguono Reggio Calabria con 617 e Vibo Valentia con 536.
CNA: “La presenza fisica delle banche resta fondamentale”
“Dati allarmanti che minano non solo il tessuto produttivo ed economico, ma anche quello sociale”, commenta il presidente di CNA Calabria Giovanni Cugliari, che richiama la necessità di una riflessione sulla distribuzione dei servizi bancari. Secondo CNA, la digitalizzazione del sistema finanziario e lo spopolamento dei piccoli centri hanno accelerato la chiusura degli sportelli, ma il processo non può tradursi nella perdita di un presidio fondamentale per cittadini e imprese.
“Per le micro e piccole imprese, che rappresentano l’asse portante dell’economia artigiana calabrese – sottolinea Cugliari – il rapporto personale significa fiducia e certezza. Servono interlocutori capaci di conoscere l’azienda, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti”.
Il rischio per i territori più fragili
La riduzione degli sportelli bancari non riguarda soltanto l’accesso ai servizi finanziari, ma assume anche una dimensione sociale. Nei piccoli comuni, spesso caratterizzati da un progressivo invecchiamento della popolazione e dalla partenza dei giovani, la chiusura di una filiale può rappresentare la perdita di un punto di riferimento importante. “Lo spopolamento progressivo dei centri con meno servizi porta a concentrarsi proprio in queste aree gli anziani, quindi le persone più fragili – aggiunge Cugliari -. Non è a loro che si può chiedere semplicemente di utilizzare un’app bancaria o rivolgersi a un call center. I presidi bancari sono anche tutela”.
32.3°