Crotone, un successo il Primo Maggio in streaming organizzato da Jobel e Arci

Crotone, un successo il Primo Maggio in streaming organizzato da Jobel e Arci

Riceviamo e pubblichiamo (Crotone) – Un successo in tutti i sensi il primo maggio organizzato da Jobel/Arci: tanto pubblico, tante persone che hanno partecipato ed hanno seguito la diretta con diversi interventi di qualità. “Il primo maggio è stato dedicato: ai lavoratori/operatori sanitari che hanno pagato un tributo altissimo per la salute pubblica; a tutti i lavoratori che hanno mantenuto l’economia e la pluralità dei servizi, dalle cassiere agli scaffalisti dei supermercati, dai netturbini ai camionisti, dai lavoratori delle manutenzioni pubbliche alle forze polizie che hanno garantito una presenza importante; È stato dedicato anche e soprattutto, a chi un lavoro non c’è l’ha, a che vive nel precariato, ai giovani in ricerca di lavoro.

È stato dedicato, in particolar modo, a Papa Francesco vero punto di riferimento, non solo per i cristiani, in questo momento difficile per l’intera umanità” . Queste le parole iniziali di Santo Vazzano che ha invitato a “essere uniti e compatti. A percorrere le strade dell’equilibrio e del lavoro. Non sarà il virus a comandare ma la nostra solidarietà detterà il passo della speranza. È importante in questo momento esprimere partecipazione e prossimità per chi soffre, liberare chi vive nel lavoro e nel precariato, rimotivare chi lavora.” Alla luce delle parole chiavi della giornata Lavoro, Solidarietà, Responsabilità e Comunità.

Sono intervenuti: Luigi Sbarra segretario nazionale della Cisl, Pino Bruno Presidente nazionale del consorzio Gino Mattarelli la più grande impresa sociale d’Italia, Gino Gianola già direttore generale di Compagnia delle Opere e Presidente di GiGroup. Don Giacomo Panizza prete antimafia, Tonino Russo CISL Calabria, Francesco Perri e Filippo Sestito dell’Arci, e poi Antonino Campenni dell’Unical, Peppe Marra dell’USB, Cataldo Nigro, don Pasquale Aceto Pastorale del lavoro, Mario Spano di Confindustria.

Tutti i relatori sono stati concordi che è il momento di cambiare per una nuova economia, che quello che è stato fino ad ora non basta. Responsabilità e comunità vanno di pari passo per un nuovo di stare insieme. È opportuno che ognuno riveda i propri paradigmi sociali relazionali economici. È importante che non vinca la paura ma l’equilibrio e la responsabilità. Le

economie che hanno retto sono quelle legate alle reti vere, legate al territorio, a network reali, come alcune catene agroalimentari, l’economia della cura, dell’assistenza alle persone. Questa crisi ha dimostrato che, dove c’è una comunità, questa è emersa come rete di salvataggio. Un bene è buono se ha dentro zuccheri invisibili che si chiamano diritti delle libertà che si chiamano persone che lavorano. Necessita crescere come democrazia che si esprime nelle scelte politiche ed economiche di tutti i giorni.