Da Pallagorio a Casalvecchio di Puglia: Fili Meridiani porta l'Arbëria crotonese al centro del dibattito
Fili Meridiani ed Emira Digital protagonisti del confronto su rigenerazione, turismo delle radici e sviluppo delle comunità arbëreshe
Si sono conclusi con un'ampia partecipazione i tre appuntamenti ospitati a Casalvecchio di Puglia, dedicati al futuro delle comunità arbëreshe e ai temi della rigenerazione delle aree interne, dell'economia della cultura, del turismo delle radici e dell'innovazione sociale e digitale.
Gli incontri – "Custodi del vento, pionieri del ritorno", "Stati Generali per una nuova economia della cultura arbëreshe" e "La Rigenerazione Arbëreshe – Economia della Cultura, Cibo e Identità" – hanno riunito amministratori, studiosi, professionisti, operatori culturali e cittadini provenienti da diverse realtà dell'Arbëria del Mezzogiorno.
Tra i protagonisti delle tre giornate Fili Meridiani APS, rappresentata dal presidente Ettore Bonanno, ed Emira Digital srls, con l'amministratore Fabio Spadafora, che hanno illustrato esperienze e progetti dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale arbëresh, alla promozione del turismo delle radici e alla costruzione di reti tra le comunità.
Nel suo intervento, Bonanno ha ripercorso il lavoro svolto dall'associazione attraverso attività di ricerca, iniziative culturali, produzioni editoriali e multimediali e percorsi di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale, con l'obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza delle comunità arbëreshe.
Spadafora ha invece posto l'accento sul ruolo delle nuove tecnologie e della comunicazione strategica come strumenti per sostenere i processi di rigenerazione territoriale, contrastare lo spopolamento e creare nuove opportunità di sviluppo sostenibile.
I dibattiti sono stati arricchiti dai contributi di Pasquale De Vita, presidente del GAL Meridaunia, del progettista culturale Raffaele Niro, della presidente provinciale Confguide–Confcommercio Foggia, Franca Palese, e della ricercatrice Rosamaria Defilippis, che ha presentato uno studio dedicato alla comunità arbëreshe di Casalvecchio di Puglia.
Particolarmente apprezzato anche l'intervento di Lucia Martino, presidente dell'Associazione Vorea, Mjeshtr i Madh, ambasciatrice della cucina arbëreshe nel mondo e socia di Fili Meridiani APS. Durante la giornata dedicata a "Economia della Cultura, Cibo e Identità" ha guidato un laboratorio sulla preparazione delle Dromësat, uno dei piatti simbolo della tradizione gastronomica arbëreshe, trasformando la cucina in uno strumento di trasmissione della memoria e dell'identità culturale.
Nel corso degli incontri è emerso con forza il valore dei legami che uniscono le comunità dell'Arbëria attraverso lingua, tradizioni, musica, patrimonio religioso e gastronomia, elementi che, a oltre cinque secoli dall'arrivo degli arbëreshë in Italia, continuano a rappresentare una risorsa per lo sviluppo dei territori.
Ettore Bonanno ha evidenziato come le giornate di Casalvecchio di Puglia abbiano dimostrato la vitalità dell'Arbëria e la capacità delle sue comunità di costruire progettualità condivise. Ha inoltre sottolineato il contributo di Lucia Martino, il cui lavoro nella valorizzazione della cucina tradizionale rappresenta un esempio concreto di tutela del patrimonio culturale immateriale.
Per Fabio Spadafora, la cultura deve essere considerata una leva strategica per generare innovazione, partecipazione e nuove opportunità per i giovani. Secondo l'amministratore di Emira Digital, l'Arbëria rappresenta oggi un laboratorio in cui tradizione e innovazione possono dialogare per costruire nuove prospettive di crescita.
Anche Lucia Martino ha ribadito l'importanza della cucina come strumento di trasmissione dell'identità arbëreshe, sottolineando come piatti tradizionali, lingua, musica e Vallja rappresentino ancora oggi alcuni dei fili più solidi che uniscono le diverse comunità.
Un ringraziamento è stato rivolto a Malvina Paolozza, responsabile dell'organizzazione dell'intero programma, e al sindaco di Casalvecchio di Puglia, Noè Andreano, per il sostegno all'iniziativa e l'impegno nella promozione dell'identità arbëreshe.
A chiudere simbolicamente le tre giornate è stata la Vallja, conosciuta nel Crotonese come Vagha, il tradizionale ballo in cerchio che da secoli rappresenta appartenenza, memoria e coesione delle comunità arbëreshe. Un momento collettivo che ha sintetizzato il messaggio dell'intera manifestazione: custodire le proprie radici per costruire il futuro.
L'evento ha confermato anche il ruolo sempre più centrale di Fili Meridiani APS nella promozione dell'Arbëria crotonese e delle comunità arbëreshe italiane, attraverso progetti culturali, attività di ricerca, iniziative editoriali e percorsi di valorizzazione del patrimonio, con l'obiettivo di trasformare cultura e identità in concrete opportunità di sviluppo per i territori e le nuove generazioni.
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