Dalla Camera parte battaglia per l’allattamento dei papà

Dalla Camera parte battaglia per l’allattamento dei papà

L'intervista a Marco Grimaldi, deputato di Sinistra Italiana, primo firmatario di un progetto di legge sul congedo di paternità obbligatorio

Roma – Le deputate potranno allattare i figli, fino al compimento del loro primo anno, durante le sedute in Aula alla Camera, partecipando ai lavori parlamentari.

“È una buona notizia. E mi piacerebbe che anche noi uomini ci sentissimo coinvolti in questa discussione“, commenta Marco Grimaldi, deputato di Sinistra Italiana, padre di una bimba di 4 anni, primo firmatario di un progetto di legge sul congedo di paternità obbligatorio.

L’allattamento in aula. Anche per i padri? “Non so se l’obiettivo dovrebbe essere quello di richiedere lo stesso diritto, anche se molti papà lo fanno con il latte artificiale e con lo stesso amore. Ma mi piacerebbe, per una volta, sentire la comunità tutta parlare di questo come di un oggetto di discussione comune”.

Padri e madri sullo stesso piano. Anche in Parlamento. “Iniziamo a discutere di parità davvero, da subito. Perciò vorrei che il Parlamento si occupasse di congedo di paternità obbligatorio. Certo che la gravidanza e l’allattamento naturale ruotano attorno al genere femminile, ma dico a tutti noi uomini che dobbiamo prenderci davvero paritariamente la responsabilità e il tempo che ci spetta con i nostri figli”.

Per molti uomini si tratta di un’esperienza ormai comune. “La pandemia mi ha dato l’opportunità più unica che rara di fare il babbo davvero. Perché non dirci che anche lo smart working può essere un utile strumento per parlare dei primi anni di vita di un figlio, di carichi di lavoro e conciliazione paritaria? Perché non dirci che il problema non è certo un viaggio a Bali tra una Presidente e sua figlia, ma piuttosto che in Italia 8 nuovi contratti su 10 sono precari e quindi chi lavora in questo modo non potrà godere di congedi nè certo della possibilità di portare il proprio figlio al lavoro”.

Accudire i figli è un lusso per molti precari. Anche portarli con sé a lavoro.

“Parliamo di natalità, di genitorialità: teniamo sempre a mente che la precarietà è il più grande anticoncezionale per chi oggi vorrebbe avere una famiglia e che l’assenza dei padri, dei congedi di paternità obbligatoria rende ogni giorno le donne ricattabili. Come ho detto alla Presidente Meloni il giorno dell’insediamento del Governo: nessuna dovrebbe sentirsi chiedere se ha o intende avere figli durante un colloquio di lavoro”.

E Meloni come ha risposto? “Mentre lo dicevo, lei annuiva. Mi ha fatto piacere. Mi farebbe stare più sereno l’idea che questa battaglia sia davvero di tutti e di tutte sinistra, centro e destra. Ma soprattutto tanto delle donne quanto degli uomini”.

Fonte: Agenzia Dire