Dalla Germania all’Unical per un progetto etnomusicologico premiato dal programma europeo “Marie Curie”

Dalla Germania all’Unical per un progetto etnomusicologico premiato dal programma europeo “Marie Curie”

Cosenza – Arriva all’Università della Calabria il vincitore della call “Marie Skłodowska-Curie Individual Fellowships”, la prestigiosa opportunità di finanziamento europea che sostiene, mediante borse di ricerca individuali, la formazione e lo sviluppo della carriera dei ricercatori. Si tratta del giovane ricercatore Christian Ferlaino che ha scelto l’Unical come struttura ospitante. Supervisore di Ferlaino sarà Carlo Serra, docente di Estetica del dipartimento di Studi umanistici, diretto dal professo Raffaele Perrelli.

Il ricercatore, che vive in Germania, è stato accolto nell’ateneo dal rettore, Nicola Leone, insieme al direttore del dipartimento, Raffaele Perrelli, al supervisore Carlo Serra, al senatore accademico Francesco Valentini e a Loredana Lucia dell’aera Ricerca, innovazione e impatto sociale.

“Oggi è una giornata importante, perché vengono premiati gli sforzi fatti dall’area progettazione in un ambito, quello socio umanistico, che ha da sempre avuto difficoltà ad accedere ai finanziamenti nazionali ed internazionali. Dare a quest’area, così culturalmente rilevante, la possibilità di essere finanziata come merita è stata una scommessa partita sin dal mio insediamento e che oggi raggiunge un primo obiettivo anche grazie all’impegno del professor Francesco Valentini, nel precedente ruolo di delegato alla progettazione della Ricerca”.

Il progetto, da titolo Local Sound for a New Musicality – Enhancing Musical Participation Through a Local Sonic Practice (Lomus), sarà sviluppato con un approccio interdisciplinare altamente innovativo, il progetto prevede l’intreccio di indagine etnomusicologica, ricerca sulla musica contemporanea, community music e ricerca artistica. La ricerca mira a sviluppare un metodo pionieristico che impieghi oggetti sonori calabresi di facile utilizzo per consentire a chiunque di partecipare attivamente all’attività musicale a prescindere dalla padronanza di uno strumento, di specifici idiomi o tecniche musicali.

Lomus consiste di una ricerca etnomusicologica sugli strumenti da suono calabrese; una indagine sulle pratiche esistenti per coinvolgere amatori e non-musicisti nella produzione attiva di musica; una ricerca pratica ed artistica attraverso la quale, utilizzando gli oggetti sonori della tradizione calabrese, si elaborerà un metodo innovativo per permettere a non-musicisti e persone con poca o alcuna esperienza musicale di partecipare attivamente alla produzione musicale.

Il metodo elaborato permetterà di estendere i benefici sociali, cognitivi e comportamentali del fare musica a tutti, promuovendo l’innovazione sociale, avviando nuovi modi di relazionarsi con gli altri e con l’ambiente attraverso il suono. L’impatto di questa ricerca si estenderà ben oltre la Calabria: il metodo potrà essere utilizzato per esplorare elementi del paesaggio sonoro di altre comunità come strumento inclusivo per la produzione musicale.