Debora ed Erica Longo, le sorelle di Crotone protagoniste al Lucca Comics 2026
Dopo la vittoria al Lucca Project Contest 2025, le due autrici saranno ospiti di Star Comics. Dalla mitologia greca alle nuove sfide del manga europeo, raccontano il loro percorso artistico e i progetti per il futuro
Crotone - Prosegue il percorso artistico delle sorelle crotonesi Debora ed Erica Longo, che tornano protagoniste nel panorama nazionale del fumetto con una nuova partecipazione al Lucca Comics & Games 2026, in programma dal 28 ottobre al 1° novembre.
Le due autrici si erano già distinte nel 2025, quando avevano vinto la sezione Manga italiano del Lucca Project Contest, il concorso nazionale promosso da Lucca Comics & Games e dedicato agli autori emergenti di fumetti e manga. Un risultato che aveva portato Debora ed Erica Longo tra gli “Ok” del mese di novembre 2025 nell’ultima edizione di Un Anno di CrotoneOk. (Clicca Qui)
Le sorelle avevano inoltre conquistato il quinto posto nel contest “Un Anno di CrotoneOk – Premio Social”, ottenendo un significativo riscontro da parte dei lettori. (Clicca Qui)
Adesso si apre un nuovo capitolo del loro percorso professionale. Tra gli autori presenti al Lucca Comics & Games 2026 figurano anche le due artiste crotonesi, con l’opera “Il rapimento di Ila”, pubblicata nel settimo numero della rivista, uscito il 29 settembre.
Un’altra tappa importante per Debora ed Erica Longo, che continuano a portare il proprio talento nel mondo del fumetto, consolidando un percorso che le ha già viste distinguersi in una delle manifestazioni più importanti del settore.
Come nasce questa partecipazione al Lucca Comics & Games 2026?
"Quest’anno parteciperemo per la prima volta al Lucca Comics & Games come ospiti di Star Comics. Dopo aver vinto il Lucca Project Contest 2025, avremo finalmente l’occasione di debuttare ufficialmente come autrici. Sarà sicuramente un’emozione diversa rispetto alla scorsa edizione, perché potremo incontrare i lettori e vedere come verrà accolta la nostra storia. Sarà un modo nuovo di vivere questa esperienza, non più soltanto come vincitrici del contest, ma come autrici che portano il proprio lavoro davanti al pubblico".
Qual è l'argomento della vostra storia (Il rapimento di Ila) e da cosa avete tratto ispirazione?
"Il rapimento di Ila è un progetto a cui lavoriamo da tempo e che abbiamo deciso di rispolverare in occasione del Lucca Project Contest. Racconta un episodio poco noto della mitologia greca che, nel corso dei secoli, ha ispirato diverse rappresentazioni artistiche su tela.
Siamo cresciute amando la mitologia, in particolare quella greca, che sentiamo profondamente vicina anche per le nostre radici culturali, legate alla Magna Grecia. Proprio per questo, ci è venuta voglia di raccontare una storia meno conosciuta, dando spazio a un episodio che, pur avendo affascinato diversi artisti nel corso del tempo, è rimasto meno presente nell’immaginario comune. Ila era lo scudiero di Eracle e lo accompagnava nelle sue imprese. Quando Eracle decide di unirsi a Giasone e agli Argonauti nella ricerca del Vello d’Oro, anche Ila parte con lui. Durante il viaggio, però, il giovane viene rapito dalle ninfe, attratte dalla sua bellezza. È da questo episodio, tanto suggestivo quanto tragico, che prende vita la nostra storia".
Come si sta evolvendo, negli anni, il fumetto e come sta cambiando questo mondo per rimanere al passo con i tempi?
"Crediamo che il fumetto, e in particolare il manga europeo, stia vivendo un momento di grande evoluzione. Rispetto a qualche anno fa, ci sembra che sia molto più conosciuto e che stia trovando sempre più spazio, soprattutto tra le nuove generazioni.
Una cosa che ci fa particolarmente piacere è vedere che oggi c’è una mentalità più aperta nei confronti del manga europeo. Si sta capendo sempre di più che anche in Europa possiamo raccontare storie attraverso questo linguaggio, pur avendo una cultura e una sensibilità diverse da quelle giapponesi. E secondo noi è proprio questo il bello: non dobbiamo necessariamente essere uguali al Giappone, né cercare di replicare quello che fa. Possiamo prendere ispirazione da un mondo che amiamo e reinterpretarlo attraverso il nostro modo di vedere le cose, dando vita a qualcosa che abbia una propria identità. Anche imparare è diventato più accessibile. Oggi abbiamo a disposizione molte più risorse per studiare, conoscere le tecniche narrative e sperimentare.
Nonostante tutti questi cambiamenti, però, crediamo che il cuore del fumetto sia rimasto lo stesso, ovvero raccontare una storia e riuscire a trasmettere qualcosa a chi la legge. Il manga, in particolare, ci piace perché permette di entrare molto in profondità nei personaggi, seguire i loro pensieri, le loro emozioni e la loro crescita. In un certo senso, accompagna il lettore non solo attraverso quello che accade nella storia, ma anche attraverso ciò che il protagonista vive dentro di sé".
Quali sono le difficoltà per delle giovani nell'approcciarsi al questo mondo?
"La difficoltà maggiore è legata ai social network e al modo in cui sono cambiati nel corso degli anni. Quando abbiamo iniziato le nostre prime esperienze artistiche, i social rappresentavano ancora un trampolino di lancio relativamente poco sfruttato, ma già ricco di potenzialità. Negli anni, il modo in cui i giovani si rapportano a questi strumenti è cambiato radicalmente.
Oggi abbiamo l’impressione che, talvolta, si dia più importanza alla quantità di contenuti pubblicati che alla crescita artistica e alla qualità del proprio lavoro. Questo, a nostro avviso, rende più difficile per gli artisti emergenti costruire un percorso solido e riuscire a distinguersi. I social sono ormai saturi di contenuti e, in un flusso così continuo, non è sempre facile per chi cerca qualcosa di autentico e valido riuscire a trovarlo, né per chi crea riuscire a raggiungere il pubblico giusto. Crediamo che la sfida, soprattutto per chi è agli inizi, sia proprio questa: non lasciarsi trascinare dalla necessità di essere sempre presenti e visibili, ma continuare a studiare, sperimentare e
migliorarsi, dando al proprio lavoro il tempo di maturare. La visibilità può essere importante, ma non dovrebbe mai sostituire la crescita artistica".
Quali sono le vostre aspettative? Ci sono progetti futuri in cantiere?
"La nostra aspettativa è quella di continuare a raccontare storie nostre, sviluppando progetti più ampi e articolati. Il rapimento di Ila è stato il nostro primo passo, ma abbiamo ancora tanto da raccontare e non vediamo l’ora di metterci alla prova con nuove storie.
Allo stesso tempo, ci piacerebbe che il nostro percorso potesse portare qualcosa anche alla nostra città, Crotone. Crediamo che abbia tante potenzialità e che possa crescere, offrendo nuove opportunità e dimostrando ai giovani che è possibile costruire qualcosa di bello anche nella propria terra, senza dover necessariamente andare via per realizzare i propri sogni.
Abbiamo tantissimi progetti in cantiere, alcuni più vicini alla realizzazione di altri. Abbiamo già presentato diverse proposte ad alcune case editrici, soprattutto per progetti più ampi e ambiziosi, che non siano legati alla serializzazione su rivista, ma che ci permettano di realizzare un manga interamente nostro. Per il momento non possiamo svelarvi molto, ma possiamo dirvi che le idee non mancano e nemmeno la voglia di metterci in gioco per trasformarle in realtà".
Leonardo Vallone
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