Declino † anche a Crotone, tra decessi e spopolamento futuro a rischio

Declino † anche a Crotone, tra decessi e spopolamento futuro a rischio

L’inverno demografico è arrivato anche a Crotone. Nei primi sei mesi del 2022 al San Giovanni di Dio sono nati solo 517 bambini. Un calo significativo rispetto allo scorso anno quando, comunque, si è registrato un 10% di nascite in meno.

Contano poco, in questo caso, la situazione del reparto di Neonatologia – TIN del San Giovanni di Dio e la pandemia. Il crollo delle nascite sta investendo da anni l’Italia intera ma il sud reggeva ancora. In particolare la nostra provincia continuava a mantenere una percentuale accettabile e addirittura in contro tendenza rispetto al resto del mezzogiorno.

I numeri però, adesso, parlano chiaro: non si fanno più figli. Secondo gli esperti sono vari i motivi: prima fra tutti la precarietà lavorativa, la condizione sociale, la paura del domani che attanaglia soprattutto i giovani. Basta pensare che le donne ormai scelgono la maternità sempre più tardi, con una età media al parto di 32,4 anni e fanno sempre meno figli: 1,25 il numero medio di figli per donna.

Il problema è che il declino demografico nelle piccole province come quella crotonese rischia di trascinare le comunità cittadine in aree spettrali. Vengono alla luce meno bambini e quelli che nascono, nella maggior parte dei casi, una volta adulti lasciano la propria terra per cercare altrove fortuna. Lo evidenzia anche la terza edizione del Censimento permanente della popolazione. Al 31 dicembre 2020 hanno detto addio a Crotone oltre 4500 persone.

L’esodo di giovani lavoratori incide ancora di più sullo sviluppo, il ricambio generazionale e l’invecchiamento. C’è poi da fare i conti con la mortalità. Da gennaio a luglio 2022 sono decedute nella provincia 1021 persone (dati Istat).

Non bisogna essere esperti, in questo caso, per fare due conti e capire come il rischio è reale. Le istituzioni e le società scientifiche, soprattutto quelle impegnate nella cura e tutela delle madri e dei bambini, non possono più rinviare l’attuazione di politiche a supporto della maternità e della genitorialità in generale. D’altronde lo ha detto anche il Papa: «Un’Europa che invecchia, che non è generativa è un’Europa che non può permettersi di parlare di sostenibilità e fa sempre più fatica a essere solidale».
V. R.