Digitalizzazione Konecta, i lavoratori chiamano le istituzioni: “Non siamo fantasmi”
Martedì 5 maggio presidio alla Cittadella: in gioco 900 posti, 74 contratti in scadenza il 18 maggio e 654 lavoratori già in cassa integrazione
Un appello forte, diretto, senza giri di parole. I lavoratori della digitalizzazione tornano a farsi sentire e chiamano a raccolta istituzioni, politica e territori in vista del presidio fissato per martedì 5 maggio alle ore 11.00 alla Cittadella Regionale di Catanzaro.
Non una protesta “contro”, ma una mobilitazione “per”: lavoro, dignità e futuro. È questo il senso del messaggio lanciato ai sindaci di Crotone, Cosenza, Rende, Settingiano e Catanzaro, ai presidenti delle Province, ai consiglieri regionali, ai parlamentari calabresi, ai sindacati e agli organi di informazione.
Dietro lo slogan “Non siamo fantasmi” c’è una vertenza che coinvolge centinaia di famiglie. I lavoratori chiedono una risposta immediata per i 74 contratti in scadenza il prossimo 18 maggio, ma anche una prospettiva concreta per un bacino complessivo di circa 900 addetti che, dal 9 aprile, vivono nell’incertezza.
Il progetto della digitalizzazione, nato con l’obiettivo di creare occupazione stabile e rilanciare l’economia regionale, oggi appare in forte difficoltà. Dopo appena 15 mesi, 654 lavoratori sono finiti in cassa integrazione, distribuiti tra Crotone, Settingiano e Rende. Un epilogo definito “pesantissimo” dagli stessi lavoratori, che respingono l’idea di dover pagare il prezzo di criticità aziendali denunciate già da mesi.
Sul tavolo anche il tema delle risorse pubbliche: circa 30 milioni di euro che, nelle intenzioni iniziali, avrebbero dovuto generare sviluppo, competenze e nuova economia. Oggi, invece, il rischio è che diventino il simbolo di un’occasione mancata.
I lavoratori parlano apertamente di disorganizzazione, ferie forzate, ritardi operativi, problemi nella qualità del servizio e utilizzo dei fondi per incentivare uscite anziché consolidare occupazione. Segnali che, secondo quanto riferito, erano stati già evidenziati a partire da luglio 2025.
Da qui la richiesta alle istituzioni: presenza fisica, sostegno concreto e un’assunzione di responsabilità chiara. L’invito è a partecipare al presidio con le fasce istituzionali, per dimostrare vicinanza a una vertenza che riguarda l’intero territorio calabrese.
Martedì, assicurano i lavoratori, non sarà una giornata di scontro, ma di proposta. “Non manifesteremo contro qualcuno – spiegano – ma per qualcosa che appartiene a tutti: lavoro, dignità e futuro”.
E il messaggio finale è netto: l’assenza peserà, la presenza farà la differenza.
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