Discarica Scandale: il 13 in Provincia la documentazione del sindaco Barberio

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La documentazione che ha discusso oggi il sindaco di Scandale Antonio Barberio, durante la seduta odierna del Consiglio Provinciale di Crotone, è stata consegnata ai consiglieri provinciali presenti, e anche agli assenti, per  il tempo necessario di valutazione sulla discarica che dovrebbe sorgere sul territorio di Scandale, a cui il primo cittadino è avverso. Il documento sarà  consegnato anche ai tecnici dei comuni di Crotone e Scandale, e sarà valutato giorno 13 febbraio alle ore 16,30 presso la sede dell’Ente Intermedio nella prosecuzione del consiglio stesso.

La discarica che è stata bocciata nel 2012 e resuscitata nel 2015 – si è espresso così il primo cittadino di Scandale – è una discarica il cui decreto autorizzativo è stato bocciato dal Capo dello Stato, quindi non esiste come autorizzazione, di conseguenza non è possibile cambiare i codici d’ingresso, quindi  far pensare che quella è una discarica di cui stiamo cambiando i codici, quindi quella discarica non esiste”.

Ecco la documentazione del Sindaco Barberio:

Premesso che:

  • nel merito della vicenda, l’ Amministrazione di Scandale ha già ribadito il proprio dissenso alla realizzazione di nuove discariche, nel territorio del Comune di Scandale, anche sulla base di argomentazioni giuridiche fondate sugli atti adottati. Infatti, è evidente che il DDG 2014/2010, di rilascio dell’ AIA, è stato annullato, a seguito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, in quanto in contrasto con il PEAR del 2005 ( così Consiglio di Stato – Adunanza 16 maggio 2012- n. 3658/2012);

  • nonostante quanto sopra detto, l’ Amministrazione regionale procedente continua a far rivivere il DDG 2014/2010, richiamandolo quale atto presupposto di tutto l’ iter istruttorio, unitamente ai DDG nn.540 e 873/2011 sulla cui vigenza si nutrono fondati dubbi, atteso che si basano sugli stessi presupposti del DDG 2014/2010. Le argomentazioni a sostegno dell’ annullamento sono state individuate dal Consiglio di Stato nella significativa presenza sul territorio crotonese di impianti industriali di trattamento di rifiutie da ciò l’ esclusione della possibilità di autorizzare ulteriori installazioni;

  • l’errore di fondo, che permea tutta la vicenda, è rappresentato dall’ aver omesso di considerare anche quanto disposto dal Consiglio Regionale della Calabria, con delibera n. 256 del 30 ottobre 2017, avente ad oggetto “ Integrazione criteri localizzativi Piano Regionale gestione rifiuti ” , PRGR, approvato con delibera del Consiglio Regionale n. 156 del 19 dicembre 2016. Ora è che non può sfuggire al lettore come le motivazioni di cui alla deliberazione n. 256/2017 sono sostanzialmente simili a quelle che hanno legittimato l’ annullamento del DDG 2014/2010. Per comodità di lettura, si riporta il testo: ” In applicazione di quanto previsto all’ art 199, comma 3, lett l, del D. Lgs 152/2006 e s.m.i., il PRGR riporta ai capitoli 19 e 23.6 i criteri localizzativi delle aree idonee e non idonee all’ubicazione degli impianti di recupero e smaltimento di rifiuti, nonché dei luoghi o degli impianti adatti allo smaltimento dei rifiuti, rimandando per le discariche al D. Igs n. 3612003.

Il proliferare incontrollato e sconsiderato dell’utilizzo delle discariche in regione negli anni – anche per effetto dell’ entrata in vigore del DPR n. 915/1982 – ha determinato la presenza di oltre 600 siti con concentrazione in alcune aree del territorio calabrese rispetto ad altre. Ne consegue la necessità di integrare il piano inserendo

  1. alla parte III pag. 284 a seguire dell’ultimo periodo del capitolo 19.3. il seguente periodo: “Un ulteriore elemento valutativo finalizzato a contenere la realizzazione di impianti di discariche nelle aree in cui questi risultano già presenti con elevata concentrazione e che, quindi, determinano un significativo impatto negativo sull’ambiente circostante, deve tenere conto di un fattore di pressione discariche (‘fattore pressione”), da determinarsi considerando le volumetrie di discarica su unità di superficie, per come specificato al successivo paragrafo 23.6.2.1”

  2. alla parte III a pag. 390 di seguito al paragrafo 23.6.2.) il seguente paragrafo:

23.6.2.1 “Fattore pressione discariche – la localizzazione degli impianti di trattamento e di recupero di rifiuti deve assicurare un’equa ed uniforme distribuzione sul territorio calabrese, sulla base di un fattore di pressione territoriale”.

Il fattore di pressione discariche, da calcolare su scala comunale e provinciale da parte delle Province e della Città metropolitana di Reggio Calabria, entro sei mesi dall’ approvazione della deliberazione di Consiglio Regionale previa ricognizione, dei siti di discarica cessati, in post gestione, in gestione operativa con conferimenti ultimati o in corso, ivi compresi quelli non autorizzati, è determinato nel modo seguente: Omissis

Nella determinazione dei succitato fattore pressione dovranno essere considerate le volumetrie e/o i siti già individuati dal PRGR al capitolo 17, relativamente agli impianti di discarica pubblica.”;

  • il comune principio sotteso tanto al PEAR 2005 che ed al PRGR è questo: una elevata concentrazione di impianti nel territorio, ne impedisce la realizzazione di nuovi;

  • era sufficiente tener conto di quanto sopra evidenziato, per rigettare l’ istanza per l’ autorizzazione alla realizzazione della discarica di Santa Marina;

  • si imponeva, pertanto, agli organi preposti ( ASP, ARPACAL e STV), nella procedura di rilascio dei pareri, di tenere necessariamente conto di quanto sopra prescritto. Nulla di tutto ciò è stato verificato, considerato che gli attori della vicenda si sono semplicemente limitati a confermare un parere reso, ancor prima dell’ entrata in vigore di tale disposizione;

  • sarebbe bastato solo questo per far annullare la procedura fino ad oggi posta in essere dalla Regione Calabria, atteso che la riattivazione del procedimento de quo, sospeso ope legis dalla L.R. 47/2017, ha registrato la semplice conferma dei pareri a suo tempo rilasciati, tutti antecedentemente alla obbligatorietà di tenere conto di un fattore di pressione discariche”;

  • un “Fattore di pressione”, quale strumento che impedisce l’apertura di discariche o l’ampliamento di quelle esistenti in zone già ambientalmente stressate, che è stato considerando gravemente lesivo, per i propri interessi, dalla stessa società Ecolsystema, che ha presentato ricorso al Tar Calabria per l’annullamento, previa istanza di sospensiva, della deliberazione n. 256/2017. Il Tar, alla luce di una sommaria cognizione, ha, però respinto l’ istanza avanzata con ordinanza n. 148/2018 e, pertanto, la deliberazione, oggetto di gravame, è pienamente valida ed efficace.

  • le aporie istruttorie dei pareri rilasciati, presupposto per l’ adozione del provvedimento finale, rappresentano una grave violazione dei principi di precauzione, di prevenzione, oltre che violazione di legge, ed evidenziano una frettolosa attestazione di generica compatibilità dell’ impianto oggetto di autorizzazione;

  • nel procedimento oggetto di censura, si contesta, infatti, la violazione del principio di precauzione, che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati, al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente. Infatti, a fronte della manifestata richiesta di differimento della Conferenza dei servizi, da parte del Comune di Scandale, per attentamente valutare e precisare le richieste prescrizioni del sindaco, di cui agli articoli 216 e 217 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, il procedimento si è comunque concluso;

  • il Comune di Scandale non è stato, così, messo nelle condizioni di poter attentamente valutare, in quanto i pareri favorevoli resi da altre autorità sanitarie ed ambientali appaiono connotati da insufficienza, carenza e approssimazione degli stessi, per i motivi già illustrati, avendo completamente disatteso il parametro di carico “rifiuti/territorio”, in violazione dei principi di protezione ambientale, tutela della salute, programmazione integrata, sicurezza ed autosufficienza;

  • in data 24 gennaio 2019, il Comune di Scandale, ai sensi dell’ art. 14 quater e 14 quinquies della L. 241/90 e ss.mm.ii ha sollecitato, con congrua motivazione l’amministrazione procedente ad assumere, previa indizione di una nuova conferenza, determinazioni in via di autotutela ai sensi dell’articolo 21-nonies, nonchè ha  proposto opposizione al Presidente del Consiglio dei ministri;

PRESOATTO che,:

  • all’esito dell’ incontro tenutosi in data 31 gennaio u.s., presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri , è stata acquisita ulteriore documentazione che ha comportato una più approfondita analisi, radicando ancor di più il convincimento che, già solo il Piano Regionale di Gestione Rifiuti (PRGR), approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 156 del 19.12.2016, esclude ad origine la possibilità di localizzare la discarica nel territorio del Comune di Scandale;

  • tale documento, in applicazione di quanto previsto all’art. 199, co. 3, lett. l, del D. lgs 152/2006 e s.m.i. riporta ai capitoli 19 e 23.6 i criteri localizzativi delle aree inidonee e non alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento di rifiuti, nonché dei luoghi o degli impianti adatti allo smaltimento dei rifiuti, rimandando per le sole discariche al D. lgs n. 36/2003;

  • è stato gà detto che, con D.G.R. n. 327 del 25/07/2017, si è proceduto ad integrare detti criteri localizzativi, introducendo un parametro di carico “Rifiuti/territorio” specifico delle discariche. Questa introduzione è stata ritenuta necessaria al fine di garantire equità ed uniformità nella distribuzione degli impianti di discarica nel territorio calabrese, nonché di consentire maggiore equilibrio, in relazione ai disagi affrontati dalle popolazioni che risiedono in aree interessate da tale tipologia di impianti;

  • in tal senso, con successiva Delibera di Consiglio Regionale n. 256 del 30-10-2017, sono stati integrati i richiamati criteri localizzati, con l’introduzione di un nuovo criterio basato sul Fattore di Pressione Discariche ( FP). Alle Province è stato demandato l’onere della determinazione del suddetto fattore, da effettuarsi su base comunale e provinciale;

  • con deliberazione di Giunta Regionale n°652 del 21-12-2018 è stato approvato il criterio localizzativo «Fattore di Pressione», in attuazione della sopra richiamata Deliberazione del Consiglio Regionale n.256/2017;

RITENUTO importante far rilevare come la finalità del FP, che identifica essenzialmente un volume possibile di discariche all’interno di un’area, per come stabilito dalla Regione Calabria, “è quella di impedire l’aggravamento di situazioni già compromesse, non inibire la localizzazione di discariche laddove non ce ne sono”. Si tratta in realtà di un fattore di localizzazione di discariche laddove non ce ne sono, assicurando al contempo la localizzazione migliore per gli impianti, evitando le aree con particolari criticità o sensibilità;

CONSIDERATO che

  • la previsione del criterio localizzativo del FP per le discariche, oltre a dover avere l’obiettivo di evitare l’eccessiva concentrazione di impianti in porzioni di territorio regionale, per tutelare l’ambiente e la salute pubblica, è rivolta anche a garantire la disponibilità di una adeguata estensione di aree idonee per la localizzazione di discariche, anche nel rispetto degli ulteriori criteri localizzativi previsti nel PRGR. Tale fattore pressione discariche non stabilisce il numero e la localizzazione delle discariche, ma è rivolta soltanto ad individuare – unitamente agli altri criteri localizzativi previsti nel PRGR – i livelli prescrittivi (attitudine localizzativa, attenzione localizzativa, escludente) riferiti ad un determinato sito”.

  • in concreto, però, se l’ obiettivo era quello dichiarato, la deliberazione di GR n. 652/2018 contraddice la finalità di cui sopra, atteso che tale FP è stato stabilito sulla base di dati provvisori in merito al censimento delle discariche;

  • nel merito della costruzione del FP, l’ utilizzo, quale denominatore, della superficie lorda (km2), senza che tale valore venga depurato dalle estensioni relative alle zone cementificate, alle aree inquinate, da bonificare, alle falde acquifere e acque superficiali compromesse, pregiudica tale criterio integrativo, fino al paradosso che verrà di seguito illustrato. Al numeratore, invece, non si tiene conto delle “discariche fantasma”, di quelle anti normativa e delle potenzialità già previste, sia dalle discariche in attività, sia da quelle approvate, che da quelle in itinere;

PRESO ATTO che:

  • sono stati definiti tre range di fattore di pressione, ognuno dei quali collegato ad un differente livello di tutela: attitudine localizzativa, attenzione localizzativa ed escludente. In particolare i livelli di tutela sono stati così definiti:

 ATTITUDINE LOCALIZZATIVA (AL): il sito individuato risulta essere in grado di accogliere la realizzazione di nuovi impianti di discarica ovvero per l’ampliamento di quelli esistenti;

 ATTENZIONE LOCALIZZATIVA (ATL): non viene preclusa la realizzazione di nuovi impianti o l’ampliamento di quelli esistenti, ma in sede di progettazione e di valutazione dovranno essere considerati particolari accorgimenti progettuali che permettano di raggiungere la compatibilità ambientale;

 ESCLUDENTE (E): esclude la possibilità di realizzare nuovi impianti o la possibilità di realizzare modifiche sostanziali agli impianti esistenti (nel caso di discariche aumento delle volumetrie autorizzate).

– in particolare, la Giunta Regionale ha definito i seguenti range del valore del fattore di pressione comunale e dei relativi livelli prescrittivi:

a. FPvolC: Da 0 a 60.000 mc/km2 – Livello prescrittivo di Attitudine localizzativa

b. FPvolC: Da 60.001 – 110.0000 mc/km2 – Livello prescrittivo di Attenzione localizzativa

c. FPvolC: Superiore a 110.000 mc/km2 – Livello prescrittivo – Escludente.

CONSIDERATO che:

  • così come strutturato il FP comunale, ma anche quello provinciale, le aree ancora “non compromesse” e quelle già “ compromesse” , sono candidate ad esserlo in futuro, atteso che tutti i comuni del territorio regionale, e quindi anche quelli del crotonese, presentano un valore del FP di gran lunga inferiore (si collocano tutti nel range da 0 a 60.000 mc/km2) rispetto a quello che individua il livello prescrittivo di “Attitudine localizzativa”;

  • per la Regione Calabria il FP certifica la possibilità di spazio per altri milioni di metri cubi di spazzatura e consegna così una potenziale “arma di distruzione ambientale” alla lobby dei rifiuti;

  • da strumento di tutela delle porzioni di territorio, ove è concentrato un maggior numero di discariche, per impedire l’aggravamento di situazioni già compromesse, si è trasformato in un lasciapassare per trasformare la regione Calabria in pattumiera d’ Italia. “Si rileva un fattore di pressione estremamente contenuto per ciascuna provincia, non comportante la necessità di prevedere alcuna attenzione localizzativa” ( ALLEGATO A alla deliberazione n°652 del 21-12-2018: Integrazione criteri localizzativi Piano di gestione dei Rifiuti – Fattore di pressione discariche- pag. 10);

  • si impone una forte presa di posizione da parte di tutti, per una più puntuale pianificazione regionale, riequilibratrice del carico ambientale della gestione dei rifiuti, che salvaguardi un territorio sottoposto ad uno stress oltre ogni limite, quale quello crotonese individuato anche SIN (sito di interesse nazionale) e quello specifico di Scandale che risulta nel PRGR inserito nei siti potenzialmente contaminati per le acque sotterrane (alluminio; nichel; piombo; solfati) nell’ area industriale (così Tabella 25-21. Elenco aggiornato dei siti potenzialmente contaminati). All’ indomani di tale deliberazione di GR n. 652/2018 , potranno essere rilasciate tutte le autorizzazioni per la realizzazione, l’ampliamento e l’esercizio di impianti di discarica su tutto il territorio regionale;

  • nelle more, però, basterebbe limitarsi ad applicare i criteri contenuti nel PRGR, per escludere la possibilità di autorizzare la discarica di Santa Marina. “I criteri localizzativi che potranno essere adottati derivano dalle norme di tutela territoriale e ambientale definite ai diversi livelli istituzionali. Sulla base dei disposti normativi è pertanto possibile individuare diversi livelli di tutela da adottare sul territorio regionale:

1. i livelli di tutela integrale, ovvero i criteri ostativi alla nuova realizzazione di qualsiasi tipologia di impianto di gestione rifiuti;

2. i livelli di tutela specifici, si tratta di criteri ostativi solo per alcune tipologie di impianto che possono invece avere valore di attenzione (o comunque nessun valore di tutela) per altre tipologie di impianto;

3. i livelli di penalizzazione, ovvero i criteri che non sono necessariamente ostativi alla

localizzazione ma che rappresentano motivo di cautela progettuale e/o ambientale e la cui sovrapposizione con altri livelli di attenzione potrebbe precludere la stessa localizzazione dell’impianto; questo livello di tutela risulta essere fondamentale nell’analisi comparativa di una rosa di più siti;

4. i livelli di opportunità localizzativa, che costituiscono criterio di preferenzialità per la presenza di elementi di idoneità e opportunità”( stralcio del PNGR).

Il livello di tutela integrale risulta essere univoco e deriva da specifiche indicazioni di legge atte a preservare la naturalità e l’integrità ambientale e fisica di specifiche porzioni di territorio.

Pertanto, i fattori di tutela individuati sono ascrivibili, a questo livello di pianificazione, alle seguenti categorie:

Uso del suolo;

Tutela della popolazione;

Tutela delle risorse idriche;

Tutela da dissesti e calamità;

Tutela dell’ambiente naturale;

Tutela dei beni culturali e paesaggistici.

I criteri nel seguito descritti sono ostativi per la localizzazione di tutte le tipologie di impianti.

Stralcio del PRGR” 19.2.3. Livello di tutela integrale: tutela aree del patrimonio agroalimentare di particolare qualità e tipicità

Nell’ambito dei criteri localizzativi per gli impianti di nuova realizzazione previsti dal PRGR sono contemplate le aree appartenenti al patrimonio agroalimentare di un territorio riferibili alla aree con produzioni agricole di particolare qualità e tipicità di cui all’art. 21 del D.Lgs 228/2001 “Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell’articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57” (GU n. 137 del 15-6-2001- Suppl. Ordinario n.149.

Criterio escludente

Pertanto, ai sensi del comma 2 dell’art.21 del D.Lgs. 228/2001 e del comma 3 lettera d dell’art. 51 della L.R. n.19/2002, “nelle zone a destinazione agricola è comunque vietata: ogni attività di deposito, smaltimento e lavorazione di rifiuti non derivante dall’attività agricola o da attività ad esse complementari, situate all’interno o in contiguità di zone agricole direttamente investite da coltivazioni di pregio con tutela o marchio di qualità, o da produzioni agroalimentari certificate. Si rimanda all’Allegato 1 della Parte II “.

In tale Allegato 1 della Parte II, il Comune di Scandale risulta inserito nella zona di produzione della “Liquirizia di Calabria” D.O.P. (Reg. UE n.1072 del 20.10.2011 Altri prodotti dell’allegato I del Trattato e prodotti di pasticceria e confetteria). L’ area sulla quale dovrebbe essere realizzata la discarica è individuata quale zona AGRICOLA nel vigente strumento urbanistico .

Alla luce di quanto sopra detto ed applicando il criterio escludente, basterebbe solo questo per decretarne l’ inidoneità assoluta del sito alla localizzazione dell’ impianto.

Inoltre, a pag. 271 del PRGR – PARTE II – LA NUOVA PIANIFICAZIONE , ai sensi dell’ art. 142 lett. g) del D.lgs. 42/2004, i territori coperti da foreste e da boschi, ancorche’ percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall’articolo 2, commi 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227” hanno un grado di protezione escludente per la localizzazione di tutti gli impianti.

Nello specifico, le particelle sulle quali dovrebbe sorgere la discarica sono state percorse dal fuoco come da cartografia del __________________________, che si allega al presente atto;

Alla luce di quanto sopra detto ed applicando il criterio escludente, basterebbe anche solo questo per decretarne l’ inidoneità assoluta del sito alla localizzazione dell’ impianto;

PRESO ATTO

  • che i pareri espressi in sede di Conferenza dei servizi, non hanno tenuto conto di quanto disposto dal PRGR, essendo stati formulati sotto la vigenza del vecchio piano e meramente confermati in sede di ultima riunione;

  • che l’ esito della Conferenza risulta, pertanto, illegittimo perché adottato in violazione di legge e viziato da eccesso di potere, che si riverbera sulla completezza ed esaustività dell’ atto finale;

PRESO ATTO altresì .che la proposizione dell’opposizione da parte del Comune di Scandale ha sospeso l’efficacia della determinazione motivata di conclusione della conferenza;

Tutto quanto sopra premesso e ritenuto;

Visti gli articoli 14- quater e quinquies della L. 241/90 e ss.mm.ii.;

Con voti

DELIBERA

  1. Le premesse formano parte integrante e sostanziale del presente atto;

  2. Di manifestare il proprio dissenso alla realizzazione della discarica di Santa Marina nel territorio del Comune di Scandale;

  3. Di demandare all’ ufficio _____________la verifica della regolarità del parere espresso, alla luce del vigente PRGR;

  4. Di richiedere alla Regione Calabria, quale amministrazione procedente, di assumere, previa indizione di una nuova conferenza, determinazioni in via di autotutela ai sensi dell’articolo 21-nonies della L. 241/90, tenuto conto che i pareri espressi, in sede di Conferenza, da parte dei Dipartimenti regionali sono contrastanti rispetto a quanto stabilito, quale criterio escludente per la localizzazione della discarica, dal PRGR;

  5. Di riservarsi di agire per la revoca della delibera di GR n. 652/2018.