Don Ezio, Crotone è casa tua: la città ti dà la cittadinanza
Da docente a parroco, dalla Basilica Cattedrale alla Mensa dei Poveri: una vita accanto alla comunità crotonese. Mons. Pancrazio Limina, siciliano di origine, vive a Crotone da decenni e qui ha costruito un legame fatto di fede, ascolto e vicinanza
CROTONE – Ci sono persone che, a un certo punto, smettono di essere considerate “forestiere”. Non perché abbiano dimenticato da dove vengono, ma perché hanno finito per appartenere profondamente al luogo nel quale hanno scelto di vivere, lavorare e spendersi per gli altri. Monsignor Pancrazio Limina, per tutti semplicemente Don Ezio, è una di queste persone.
Siciliano di origine, ma crotonese ormai da tantissimi anni, Don Ezio ha attraversato una parte importante della vita della città. Prima docente, poi sacerdote e parroco, ha accompagnato generazioni di fedeli, famiglie e persone in difficoltà, diventando nel tempo una presenza familiare, riconoscibile, quasi quotidiana.
Ora Crotone si prepara a riconoscergli formalmente quel legame che, nei fatti, esiste da molti anni: l’Amministrazione comunale conferirà a monsignor Pancrazio Limina la cittadinanza onoraria.
La proposta è stata avanzata dal sindaco Vincenzo Voce e sarà sottoposta alla Giunta comunale e, successivamente, al Consiglio comunale, secondo quanto previsto dal regolamento per la concessione della cittadinanza onoraria e delle civiche benemerenze.
Ma dietro l'atto amministrativo c'è soprattutto una storia personale.
Quella di un sacerdote che a Crotone ha svolto il proprio ministero in luoghi che rappresentano punti importanti della vita religiosa cittadina. È stato parroco di Santa Rita, ha guidato la Basilica Cattedrale come rettore e oggi è amministratore apostolico della parrocchia della Beata Vergine del Rosario. Svolge inoltre il ministero di cappellano militare.
E poi c'è la Mensa dei Poveri Padre Pio da Pietrelcina, alla cui guida è impegnato da anni. È forse qui che la sua presenza racconta nel modo più concreto il rapporto costruito con la città: davanti a un pasto, a una porta aperta, a una persona che chiede aiuto, a chi attraversa un momento difficile.
La mensa non è soltanto un luogo dove si distribuisce cibo. È diventata nel tempo uno spazio di incontro e di ascolto, dove le fragilità assumono un volto e una storia. E Don Ezio, da anni, quelle storie le incontra.
È anche per questo che la proposta di cittadinanza onoraria assume un significato che va oltre il riconoscimento formale. Nel motivare l'iniziativa, l'Amministrazione richiama il percorso umano e sacerdotale di Limina e il suo impegno per la solidarietà, l'integrazione, il dialogo e l'attenzione verso gli ultimi.
«La cittadinanza onoraria rappresenta il modo con cui la città intende riconoscere pubblicamente un legame che, nel corso degli anni, si è costruito attraverso la presenza, l’ascolto e il servizio alla comunità», ha dichiarato il sindaco Vincenzo Voce.
Parole che descrivono soprattutto un rapporto umano. Perché Don Ezio, a Crotone, è stato incontrato nelle chiese ma anche fuori dalle chiese, nei momenti solenni così come nelle giornate più difficili. Accanto alle persone che avevano bisogno di una parola, di un consiglio, di una presenza.
«Don Ezio è una di quelle persone che, nel tempo, sono entrate nel cuore della nostra comunità», ha aggiunto Voce, sottolineando il suo modo di esserci «con semplicità e senza clamore».
Ed è probabilmente proprio questa la cifra che più di ogni altra accompagna la sua storia crotonese: la presenza. Una presenza discreta, lontana dai riflettori, costruita negli anni attraverso il rapporto con le persone. Una porta aperta, un ascolto, una parola nei momenti difficili. E soprattutto la scelta di stare accanto a chi spesso rischia di rimanere ai margini.
La cittadinanza onoraria arriva dunque al termine di un percorso lungo decenni. Un percorso nel quale un sacerdote arrivato dalla Sicilia ha finito per diventare, per tanti crotonesi, semplicemente Don Ezio.
Il riconoscimento dovrà ora seguire il proprio iter istituzionale. Dopo l'approvazione della Giunta comunale, la delibera sarà trasmessa alla 1ª Commissione consiliare Trasparenza – Affari Istituzionali – Affari Generali per il prescritto parere e successivamente approderà in Consiglio comunale.
Sarà un passaggio formale. Ma il significato più profondo della cittadinanza onoraria è già scritto nella storia di questi anni: Crotone riconosce come proprio uno dei suoi volti più familiari.
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