Dopo la pioggia è “caccia” ai funghi

Dopo la pioggia è “caccia” ai funghi

Il meteo salva la stagione ed è subito corsa a finferli, trombette, chiodini e porcini nei boschi italiani. Ecco il decalogo di Coldiretti per una raccolta sicura

A Camigliatello è festa grande per omaggiarlo, e finalmente il fungo è arrivato sulle nostre tavole. L’arrivo della pioggia autunnale dopo un lungo periodo di siccità ha infatti salvato la stagione della raccolta dei funghi e scatta la corsa a finferli, trombette, chiodini e porcini nei boschi italiani.

E’ quanto emerge dal primo monitoraggio di Coldiretti che evidenzia un ritardo dell’inizio delle attività di raccolta lungo la Penisola dopo un mese di settembre dominato da caldo e siccità che ha lasciato a secco gli appassionati della raccolta e quelli della tavola. La nascita di porcini, chiodini, finferli e altre varietà – sottolinea la Coldiretti – per essere rigogliosa richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali, una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco. L’attività di ricerca – continua la Coldiretti – non ha solo una natura hobbistica che coinvolge moltissimi vacanzieri e svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici.

E’ necessario tuttavia evitare le improvvisazioni e seguire alcune importanti regole che – precisa la Coldiretti – vanno dal rispetto di norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, alla raccolta solo di funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche e utilizzare cestini di vimini ed evitare le buste di plastica. I funghi sono ricchi di proteine e fibre, poco calorici, poveri di sodio e ricchi di potassio e in Italia durante l’anno – ricorda Coldiretti – se ne consumano in media circa un chilo a testa. Una risorsa importante per un Paese come l’Italia che può’ contare su circa 11,4 milioni di ettari di bosco che copre il 40% della superficie del Paese, segnati spesso purtroppo – conclude la Coldiretti – dall’abbandono, incuria e dall’azione criminale dei piromani.

Ecco allora ild decalogo per i cacciatori di funghi: documentarsi sull’itinerario e scegliere i percorsi adatti alle proprie condizioni fisiche; comunicare a qualcuno il proprio tragitto evitando le escursioni in solitaria; attenzione ai sentieri nel bosco che possono diventare scivolosi a causa della pioggia; consultare i bollettini meteo e stare attenti al cambio del tempo; in caso di rischio fulmini non fermarsi vicino ad alberi, pietre e oggetti acuminati; usare scarpe e vestiti adatti con scorte di acqua e cibo; non raccogliere funghi sconosciuti; verificare i limiti alla raccolta di funghi con i servizi micologici territoriali; pulire subito il fungo da rami, foglie e terriccio; per il trasporto meglio usare contenitori rigidi e areati che proteggono il fungo.