Dopo lo scontro Grillo-Conte, la Barbuto pensa di abbandonare i 5 Stelle

Dopo lo scontro Grillo-Conte, la Barbuto pensa di abbandonare i 5 Stelle

Lo scontro tra Grillo e Conte non mette in discussione soltanto il futuro del Movimento 5 Stelle e l’accordo con il Partito Democratico, ma ha anche ripercussioni a livello locale.

Già alla formazione del Governo Draghi, la senatrice Corrado aveva abbandonato il movimento aderendo al nuovo gruppo “Alternativa C’è”, formato dai senatori espulsi dopo il voto contrario alla fiducia all’attuale premier.

Oggi, anche la deputata Elisabetta Barbuto sembra in procinto di lasciare i 5 Stelle, in polemica con Grillo e con l’area dei “duri e puri”, ritenuti dalla parlamentare un vero e proprio “freno” alla crescita e la radicamento del Movimento sul territorio.

L’amarezza del momento è evidente nella riflessione che la Barbuto scrive sulla propria pagina Facebook.

“Quando ho iniziato il mio percorso, in seguito alle elezioni del 2018, ho sempre detto che al termine della mia esperienza avrei scritto un libro in cui raccontare la pluralità di situazioni che ho dovuto affrontare e la pluralità di persone che ho incontrato nel bene e nel male. Credo che lo farò davvero e quando sarà, uno dei passaggi più intensi riguarderà quello che si sta verificando in questi giorni che non è che l’apoteosi della parabola che ci ha condotto fin qui. Abbiamo visto tutto ? O ancora no ?
Non mi sentivo parte del Movimento perché partecipavo ai gazebo, urlavo vaffa o mi dilettavo nell’arte del turpiloquio. Non mi sono mai sentita al di sopra degli altri in assoluto o più pura o perfetta solo per anzianità di appartenenza identitaria. Ho fortemente creduto nel M5S perché vi ritrovavo come valori fondanti quegli stessi identici valori che ho sempre personalmente e concretamente attuato in tutta la mia vita. In famiglia e nel lavoro. Anche a rischio di correre da sola.
Quando sono stata eletta ebbi modo di dire a Luigi Di Maio che finalmente mi sentivo a casa. Ma mi sbagliavo. Il Movimento 5 Stelle non è diverso dalle altre formazioni politiche, partiti o movimenti che dir si voglia.
Poiché sono gli uomini e le donne che danno un valore al Movimento o al Partito cui aderiscono e non viceversa. Ed anche nel M5S non vi è mai stata, se non a parole, una vera volontà di fare partecipare tutti in maniera orizzontale e, altrettanto pariteticamente, di coinvolgere nel progetto politico tutti gli eletti fra i quali le tante competenze della società civile che erano state chiamate a contribuire al “ cambiamento” . Questa è la sensazione con cui convivo da più di qualche tempo ormai e solo la personale convinzione che quando si sale su una barca si scende dalla stessa solo alla fine del viaggio, mi ha dato fin qui la forza di andare avanti restando fedele ad un obsoleto concetto di lealtà che, purtroppo, mi frega sempre. Ma anche perché il mio desiderio di mettermi in gioco, ora come allora, non era dettato e non lo sarà mai da velleitari desideri di apparire o trovare gratificazioni che, scusatemi lo dico senza voler apparire presuntuosa ma forte della mia età non più verde, ho trovato e conquistato da sola nella mia vita da semplice cittadina e professionista. Il mio desiderio era e continua ad essere quello di lavorare in silenzio e in maniera perseverante esclusivamente per la collettività e lontana da riflettori e ribalte mediatiche.
Oggi non so cosa farò domani. Si apre un periodo di riflessione personale molto intenso. Una cosa è certa. Condivido l’amarezza di Giuseppe Conte. La comprendo e la condivido. E non mi piace che sia stato usato e colpito non già dal fuoco nemico, ma dal cosiddetto fuoco amico che lo ha coinvolto ed usato per poi scaricarlo utilizzandolo quasi come capro espiatorio sull’altare di mai sopite nostalgie di un passato che non può ritornare. In termini giuridici si potrebbe ipotizzare una fattispecie ben precisa che qui non voglio richiamare, ma che credo sia abbastanza evidente nei fatti e nelle situazioni. Mi sembra di rivedere ai livelli apicali le stesse dinamiche che hanno allontanato, a livello locale, dal Movimento tante brave persone che volevano dare il loro contributo e che i ” puri” della prima ora hanno ricacciato indietro con atteggiamenti di sprezzante superiorità che affondava le sue radici nella sola anzianità di appartenenza al M5S.
Pur riconoscendo a Grillo il merito indiscusso ed indiscutibile di avere smosso le acque stagnanti del sistema e la capacità di raccogliere tante, tantissime brave persone, oneste e idealiste, intorno ad un progetto di cambiamento ritengo che crescere sia fisiologico e naturale. E alla crescita si accompagnano inevitabilmente degli strumenti diversi per continuare il percorso in vista dell’obiettivo finale.
Quale madre o quale padre si ostinerebbe a fare calzare al proprio figlio le stesse scarpe che usava ad un anno quando il figlio è cresciuto ? Quale padre o quale madre che voglia bene ai propri figli impedirebbe loro di percorrere nuove strade, di fare nuove esperienze, di divenire uomini e donne adulti ? Anche io, come tutti i genitori, ho nostalgia dell’infanzia dei miei figli ma in quell’infanzia voglio ritrovare i ricordi e gli insegnamenti che li hanno resi ciò che oggi sono. Capaci di andare avanti e di combattere in nome degli stessi ideali trasmessi loro e di confrontarsi in un dialogo maturo e costruttivo con gli altri. Perché nella vita si va avanti e non si torna indietro.
Indietro si guarda per ricordare chi siamo e da dove veniamo, per tenere ben saldo il nostro bagaglio valoriale e culturale, ma a testa alta e senza paura del nuovo.
Continuo ad auspicare il dialogo, ma temo che i muri siano troppo alti e la voglia di scalarli inesistente”.
Elisabetta Barbuto