Dopo mesi il ritorno negli stadi. Le emozioni del crotonese Rigillo all’Olimpico per Italia-Svizzera

Dopo mesi il ritorno negli stadi. Le emozioni del crotonese Rigillo all’Olimpico per Italia-Svizzera

Tornare dopo un anno e mezzo allo stadio dopo la crisi pandemica che ha piegato le nostre abitudini, cambiato il nostro modo di vivere, relazionarci e vivere gli spazi. Tra i primi effetti nell’imperversare della pandemia da Covid-19 gli stadi senza pubblico, poi la ripresa dei campionati a giugno per la conclusione della stagione.

Immense strutture sportive dove la voce degli allenatori o dei giocatori in campo accompagnavano partite spettrali immerse negli stadi senza pubblico, senza il tifo, e senza i volti e le voci di chi vive con passione il calcio.

Poi, dopo la percentuale di persone vaccinante, in occasione dell‘Europeo sono tornati i tifosi nello stadio Olimpico di Roma, il primo esperimento in Italia di riapertura al pubblico, con posti contigentati, mascherine, distanze fisiche, misurazione della temperatura e il classico gel disinfettante.

E alla partita svolta nello stadio romano tra Italia e Svizzera  mercoledì 16 giugno,  c’era anche Domenico Rigillo, insegnante nella città capitolina il quale  ha provato l’emozione di tornare in uno stadio: «Ritornare a vedere una partita in presenza é un’emozione molto grande, ti tocca dentro perchè ti fa capire quello che ci siamo persi e quello che è successo intorno a noi – ci ha detto – il mio ritorno di persona in campo ha coinciso con la mia prima volta con una partita di Nazionale Italiana, con una grande prestazione di squadra, porterò un grande ricordo, vedere le squadre entrare in campo, sentire cantare l’Inno Nazionale provoca emozioni molto forti, con una scarica di adrenalina».

Un momento immortalato da Domenico tramite un selfie, prima dell’inizio della partita: «Questi momenti che ho vissuto ti fanno sentire dentro una forza, un’unione, una sensazione che ti fa capire quanto per un appassionato di calcio possa significare tifare la propria Nazionale. Ti fa capire che quella maglia che indossano i giocatori molto privilegiato, tu l’indossi dal primo giorno in cui sei nato, è una seconda pelle. Il ritorno allo stadio ci fa capire quanto abbiamo perso e quanto questo covid ci abbia condizionato».

Quattro livelli di sicurezza per accedere dentro lo stadio, controlli al biglietto elettronico, il test molecolare e il test vaccinale. Poi i controlli di rito per la convalida del biglietto, la scansione con lo scanner. Poi, ci racconta Domenico, il controllo dell’anagrafica sul biglietto, e poi il tornello con gli agenti di Polizia. Dopo questi livelli di controllo, la direzione verso il posto assegnato: «Dopo gli scalini mi sono trovato sugli spalti vedendo i giocatori che si stavano riscaldando».