Draghi saluta. Confermate le dimissioni a Matterella

Draghi saluta. Confermate le dimissioni a Matterella

 “Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto il presidente del Consiglio Mario Draghi, il quale dopo aver riferito in merito alla discussione e al voto di ieri presso il Senato, ha reiterato le dimissioni sue e del governo da lui presieduto. Il presidente della Repubblica ne ha preso atto. Il governo rimane in carica per il disbrigo degli affari correnti”. Lo ha annunciato al Quirinale il segretario generale della Presidenza della Repubblica Ugo Zampetti.

“Alla luce del voto espresso ieri sera dal Senato della Repubblica, chiedo di sospendere la seduta perché mi sto recando dal presidente della Repubblica, per comunicare le mie determinazioni”, aveva detto Draghi nel corso delle sue brevi comunicazioni alla Camera. I lavori di Montecitorio sono sospesi fino alle 12.
Ieri la fiducia era stata ottenuta a Palazzo Madama con soli 95 voti e Lega, M5S e Forza Italia fuori dall’Aula.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è stato accolto dall’Aula della Camera con un applauso di gran parte dei deputati. Ad applaudire anche tutto il banco dei ministri e sottosegretari. “Grazie per questo”, ha detto Draghi visibilmente commosso, “certe volte anche il cuore dei banchieri centrali viene usato…”.

Il Consiglio dei Ministri oggi non si farà, a differenza delle ipotesi circolate ieri. Il premier ha già presentato le dimissioni in Cdm la scorsa settimana, quindi non ci sarà un nuovo passaggio, formalmente la sua decisione è stata già comunicata ai ministri

POSSIBILE CDM STASERA SULLA DATA DELLE ELEZIONI

Potrebbe tenersi addirittura stasera il Consiglio dei ministri che emanerà il decreto di indizione delle prossime elezioni alla luce delle dimissioni del presidente del Consiglio Mario Draghi. A quanto si apprende, a Palazzo Chigi sono già allertati per la convocazione del Cdm in attesa che nella giornata di oggi al Quirinale, dopo l’incontro con i presidenti di Senato e Camera Elisabetta Casellati e Roberto Fico, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella possa firmare il decreto di scioglimento delle Camere a seguito della crisi di Governo.

I colloqui con i presidenti delle due Camere del Capo dello Stato, oggi pomeriggio, sono infatti necessari per firmare di decreti di scioglimento del Parlamento. L’articolo 88 della Costituzione recita “Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse”. La data delle elezioni va indetta entro 70 giorno dallo scioglimento del Parlamento.

In base all’articolo 61, le elezioni vengono indette con decreto del governo “entro 70 giorni dopo lo scioglimento delle Camere. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni. Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti“.