Droga e armi a Strongoli, la Cassazione conferma il carcere

Definitiva la custodia cautelare per un commerciante del posto: i Carabinieri sequestrarono marijuana, cocaina, pistole e munizioni

A cura di Redazione
14 maggio 2026 08:15
Droga e armi a Strongoli, la Cassazione conferma il carcere -
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Strongoli, la Corte di Cassazione mette la parola fine a un articolato iter giudiziario e rende definitiva la misura cautelare nei confronti di un commerciante del posto, già noto alle forze dell’ordine. Nel pomeriggio del 13 maggio, i Carabinieri della Stazione di Strongoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, conducendo l’uomo nella Casa Circondariale di Crotone.

Il provvedimento rappresenta l’epilogo di un’indagine avviata nel novembre 2025 dai militari dell’Arma, supportati dalle unità cinofile di Vibo Valentia e dal cane antidroga Batik. Durante le attività investigative, i Carabinieri avevano scoperto un deposito illecito contenente un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti: circa 3,8 chilogrammi di marijuana, oltre un etto di cocaina e diverse dosi di hashish, oltre a bilancini di precisione e macchinari per il confezionamento sottovuoto.

A preoccupare ulteriormente gli investigatori era stato anche il rinvenimento di un vero e proprio arsenale. Nel nascondiglio riconducibile all’indagato erano infatti custoditi una pistola revolver con matricola abrasa, un’arma modificata con canna filettata e silenziatore e circa cento munizioni di diverso calibro. L’intera area era protetta da un sistema di videosorveglianza da remoto e alimentata tramite un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica.

Il percorso giudiziario che ha portato all’arresto definitivo non è stato immediato. In una prima fase la richiesta di custodia cautelare era stata rigettata, ma la Procura della Repubblica di Crotone aveva impugnato la decisione davanti al Tribunale del Riesame di Catanzaro. I giudici del Riesame avevano quindi accolto l’appello della Procura, ritenendo gravi gli indizi raccolti e necessaria la misura restrittiva in carcere.

Successivamente la difesa dell’uomo aveva presentato ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte ha confermato integralmente quanto disposto dal Riesame, rendendo definitiva la misura cautelare eseguita dai Carabinieri.

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