Elisabetta Barbuto: «Non solo strade, ci sia attenzione anche al Gravina»

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Riceviamo e pubblichiamo – In qualità di docente, ancor prima che di parlamentare della Repubblica italiana, ritengo che una delle tematiche più delicate e spinose, nell’ambito nella nostra provincia, sia quello dell’edilizia scolastica e delle condizioni delle strade. Nel corso della mia vita di docente precaria, durata più di venti anni, ho avuto modo di insegnare in diverse scuole di Crotone e dei dintorni.

Parlo, dunque, con cognizione di causa avendo percorso migliaia di chilometri su strade terribilmente insicure per raggiungere i luoghi più disparati e scuole che di tale avevano e hanno tuttora, purtroppo, soltanto il nome perché ospitate in edifici pubblici inadeguati allo scopo o, addirittura, in appartamenti per civile abitazione assolutamente non attrezzati ad accogliere la popolazione scolastica.

Mi auguro che lo stanziamento in legge di bilancio, previsto per interventi in materia di edilizia scolastica, oltre che per le strade, sia utilizzato dai nostri amministratori locali in maniera puntuale e corretta per lo scopo per cui è destinato; che vengano censite con attenzione le situazioni più gravi che necessitano di immediati interventi di ristrutturazione e che vengano individuate le soluzioni migliori per consentire ad alunni, docenti e personale tutto della scuola, di svolgere il proprio compito innanzitutto in totale sicurezza e assicurando, quindi, ai discenti la migliore fruizione del percorso scolastico.

Sabato scorso, 9 febbraio, in particolare, mi sono recata in visita al Liceo G.V. Gravina di Crotone che ritengo meritevole di una particolare attenzione e, nel corso del mio sopralluogo, ho dovuto constatare, che la situazione, sin da quando vi insegnai io ormai diversi anni fa, è peggiorata in maniera esponenziale non garantendo minimamente quegli standard minimi richiesti dalla legge per un edificio scolastico sicuro e che, comunque, qualunque scuola, in particolare una scuola dalla tradizione così importante, dovrebbe garantire. Nonostante l’impegno della dirigente e dei docenti che ogni giorno, con estrema abnegazione, svolgono la loro missione, assicurando ai discenti una preparazione di qualità ed incassando, di anno in anno, la fiducia delle famiglie, è innegabile che la situazione in cui operano è veramente critica.

Tutti i plessi, infatti, in cui sono dislocati i cinque indirizzi liceali del Gravina (linguistico, scienze umane, economico-sociale, musicale e coreutico) sono in condizioni fatiscenti ed in condizioni di assoluta precarietà impiantistica strutturale; nel plesso storico di Via Ugo Foscolo e dove sono allocati anche gli uffici amministrativi, la presidenza, la biblioteca, le aule sono anguste e insufficienti e gli alunni non dispongono neanche di una palestra, dichiarata inagibile da diversi anni e ormai ridotta ad un deposito. Il giorno in cui mi sono recata al Gravina, i ragazzi svolgevano la lezione di educazione fisica giocando, come bambini, a lanciarsi una palla in una stanza angusta e piena di arredi! Divertendosi ma in condizioni decisamente incredibili e a dir poco anacronistiche. Questo plesso, costituito da due distinte unità site al piano terra di edifici condominiali, è assolutamente inadeguato ad ospitare la scuola così come inadeguati risultano sia l’edificio della ex clinica San Francesco all’entrata sud di Crotone (difficilmente raggiungibile se non con gli autobus i cui orari spesso non coincidono con gli orari scolastici), ove hanno trovato sede gli indirizzi linguistico, coreutico e musicale sia la sistemazione precaria di ben sette classi dell’indirizzo scienze umane presso l’istituto Ciliberto – Lucifero dove i docenti non dispongono di una sala professori e vivono, unitamente gli alunni, una perenne situazione di ospiti in casa altrui.

Una scuola errante il Gravina. Nel corso del tempo tutte le sue sistemazioni si sono rivelate precarie e transitorie. Da Via San Francesco a Via Acquabona, sempre comunque a pezzi separati che non riescono a trovare la giusta ricomposizione in un puzzle inseguito da anni come un miraggio. Una scuola che non riesce a trovare una sede unica, come pur sarebbe giusto e dignitoso, per riunire tutti i suoi indirizzi che ne fanno una eccellenza nel panorama scolastico crotonese, in un unico edificio che risponda alle esigenze degli alunni, delle famiglie, dei docenti e del personale scolastico tutto.

Eppure circa dieci anni fa sembrava che finalmente la scuola dovesse trovare una sede. La Provincia di Crotone era risultata assegnataria di un finanziamento per la costruzione del nuovo istituto ed il Comune aveva individuato ed assegnato l’area di costruzione. Realizzato il progetto, l’appalto era stato aggiudicato, i lavori vennero avviati ma furono subito interrotti a causa di ritrovamenti archeologici che condussero ad una ipotesi di rimodulazione del progetto per coniugare la costruzione della scuola con la tutela dei reperti emersi. Da quella data, correva l’anno 2014, nulla più si è mosso ed il Liceo Gravina ha continuato e continua tuttora le sue peregrinazioni e le sue disavventure senza che si intraveda uno spiraglio di luce per risolvere la vicenda.

Ritengo che vi sia, pertanto, più di una valida ragione che conduca a considerare questa scuola meritevole di una soluzione concreta ed adeguata alle proprie esigenze ed è per tale motivo che sarò al fianco della Dirigente, Prof. Donatella Calvo, del personale docente, degli alunni e delle loro famiglie, e del personale della scuola in tutte le iniziative che verranno intraprese per rivendicare la giusta attenzione e la soluzione concreta dei problemi che affliggono questa istituzione scolastica dalle tradizioni fondamentali per la comunità crotonese. Una cosa è certa. Il Gravina non può più attendere.

Elisabetta Barbuto – M5S Camera dei Deputati