Elisabetta Pienti: «Dipingo le mie emozioni»

Elisabetta Pienti: «Dipingo le mie emozioni»

I viaggi sono la principale fonte d’ispirazione per l’astrattista Elisabetta Pienti: «Crotone città pazzesca»

Da tredici anni, sulla spiaggia del litorale crotonese, anche se poi viene avvistata in tutta la regione, la pittrice Elisabetta Pienti, ci allieta con il suo sorriso sempre aperto e disponibile. Trentanove anni, milanese, ma crotonese d’adozione, Elisabetta vive a New York da qualche anno, dove la sua pittura ha trovato ispirazione e forma e anche i primi successi di critica e di vendita.

La Pienti dipinge ad olio su tela ed è un’astrattista. «La mia arte nasce da un’esigenza, da un impulso e sulla tela inserisco le mie emozioni. Motivo per cui ci ho messo tempo per far vedere i miei quadri agli altri. Negli ultimi anni a New York ho trovato tempo e spazio per dedicarmi alla mia arte e poi questa città è un’immensa fonte d’ispirazione. Basta fare un giro per Manhattan, Brooklin o il Bronx per trovare spunti per nuovi lavori».

Elisabetta per ora ha mostrato i suoi quadri solamente nel suo studio (nell’upper East side), cominciando dagli amici, e così, con molta riluttanza ha anche iniziato a vendere le sue opere, per ora visibili solo sul proprio profilo Instagram ed in attesa di fare la sua prima mostra.

«Il mio stile può piacere o no, perchè l’arte è molto soggettiva. Sta andando molto bene, sono molto soddisfatta, ma soprattutto sono felice perchè faccio una cosa che amo tantissimo».

Così come ama viaggiare.
«Ho la fortuna e l’opportunità di fare tanti viaggi e ogni volta che torno da uno di questi, ho un’emozione da mettere su tela. Crotone è di sicuro una delle fonti delle mie prossime opere. Questa città è pazzesca, ricca di calore, di tradizione, ricca di tante emozioni che mi porto dentro ogni qualvolta riparto da qui».

La milanese Pienti alterna le sue spiegazioni con qualche nostrana parola dialettale, che ripete in modo perfetto. «Crotone mi dà un qualcosa di diverso rispetto a ciò a cui sono abituata. Le tradizioni che rimangono negli anni e vengono trasferite da una generazione all’altra, mi affascinano in maniera particolare. Questo mare mi ha stregato, crea panorami pazzeschi, ma anche la Sila mi ha emozionata. Sono certa che nei miei prossimi quadri ci saranno alcuni di questi elementi».

Peperoni e patati e vrasciole? «Ci saranno sicuramente!»
Elisabetta è già alle prese con interessanti progetti futuri.

«Fortunamentente sono molto impegnati per i prossimi mesi. Mi piacerebbe, Covid permettendo, creare dei momenti d’arte per quelle persone che non si sono mai approcciate a questo mondo, non parlo di insegnamento, forse non ne sarei in grado, ma vorrei mettere a disposizione il materiale e le mie competenze per aiutare le persone a scoprire una passione». Chiudiamo salutando Elisabetta Pienti, in partenza per New York, e stappandole una promessa: «L’anno prossimo produrro un quadro proprio qui».

Gianfranco Turino

 

 

 

 



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