Emergenza idrica a Crotone, l’ADOC: “Le chiusure notturne non risolvono il problema”
Secondo l’associazione dei consumatori, dispersioni e prelievi abusivi sarebbero favoriti dalla mancanza di sistemi di monitoraggio e controllo della rete
Crotone - Non è la siccità e non è un destino ineluttabile: la crisi idrica che sta investendo la periferia nord di Crotone – colpendo i residenti di località Margherita, Gabella, Cantorato, Bucchi, Iannello, Brasimato e Carpentieri – è il risultato di un deficit ispettivo e infrastrutturale che l’ADOC (Associazione Difesa Orientamento Consumatori) di Crotone definisce non più tollerabile.
A far esplodere la protesta dei consumatori è il clamoroso cortocircuito tra le dichiarazioni del Sindaco Vincenzo Voce, il quale ha certificato che dalla linea di Sant'Anna arrivano in città portate imponenti (tra i 160 e i 180 litri al secondo), e la linea difensiva di Sorical SpA. Il gestore unico ha infatti preannunciato la possibilità di procedere a chiusure programmate notturne del serbatoio di Marturana per "ripristinare le scorte" a fronte degli elevati consumi.
L'ADOC evidenzia la totale illogicità tecnica di tale misura: nelle ore notturne i consumi della popolazione residente sono fisiologicamente azzerati. Se un serbatoio rischia lo svuotamento di notte, non è a causa dei cittadini che dormono, ma è la prova provata che, protetto dall'oscurità, qualcuno sta sottraendo sistematicamente ingenti quantitativi di risorsa idrica per usi non consentiti (agricoli o industriali) o che la rete è devastata da perdite occulte non gestite .
Questo schema, denuncia l'associazione, è l'esatto e fedele "copia e incolla" di quanto già contestato dal Comitato Spontaneo dei Cittadini di Papanice . Anche nella frazione del comune capoluogo, Sorical ha storicamente giustificato l'assegnazione fissa di soli 16 l/s alla partenza invocando un presunto "uso improprio" estivo dell'utenza . Tuttavia, la perizia tecnica del Comitato di Papanice ha dimostrato numericamente il paradosso: dei 16 l/s immessi alla fonte, oltre il 55-60% si disperde lungo i 10 km di condotta in pressione che precedono l'arrivo al serbatoio, lasciando la comunità con appena 6,4 l/s effettivi, a fronte di un fabbisogno minimo di 8,85 l/s .
Il vero fulcro del problema, comune sia alla periferia nord che a Papanice, risiede nella totale e deliberata assenza di misuratori di portata e contatori intermedi nei punti chiave e di arrivo delle condotte . Senza strumenti di monitoraggio, per il gestore è impossibile tracciare i flussi, individuare le anomalie notturne e localizzare chi perpetra allacci abusivi. Questa carenza strumentale, ereditata dalle passate gestioni ma non ancora risolta, tollera una "zona grigia" che favorisce il furto d'acqua a danno della collettività .
L'ADOC Crotone ribadisce che la ricerca delle perdite e il contrasto ai prelievi illeciti sono obblighi di vigilanza che ricadono interamente sul gestore. È dovere di Sorical SpA, e del Comune di Crotone in qualità di azionista di recente ingresso, installare i necessari contatori e blindare le condotte, anziché ricorrere alla comoda scorciatoia del razionamento idrico dell'utenza civile che già subisce tariffe triplicate.
Di fronte al silenzio istituzionale e al mancato riscontro alle richieste di un tavolo tecnico, l'ADOC preannuncia che, se i rubinetti rimarranno secchi a causa di una mancata vigilanza sulle reti, l'associazione
investirà della questione l'autorità nazionale (ARERA) e depositerà un esposto presso la Procura della Repubblica di Crotone per omissione di atti d'ufficio e interruzione di pubblico servizio, richiamando i recentissimi e severi precedenti investigativi che hanno già interessato i comuni limitrofi del territorio per la gestione delle reti idriche.
ADOC Crotone
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