Eni e transazione ecologica: Crotone può diventare protagonista

Eni e transazione ecologica: Crotone può diventare protagonista

Pubblichiamo una nota a firma di  a firma dei consiglieri comunali Giuseppe Fiorino (Crotone Normale), Fabio Manica (Forza Italia) e Alessia Lerose (Forza Italia).

“L’Eni del futuro sarà ancor più sostenibile. Sarà rinforzata nel suo ruolo di attore globale nel mondo dell’energia, arricchita da business quali le rinnovabili e l’economia circolare, oggi ai primi passi ma con uno sviluppo futuro di rilievo e altamente connesso ai business esistenti“.
Con queste poche righe, estrapolate dal piano strategico di lungo termine al 2050 e dal piano d’azione 2020/2023 del cane a sei zampe, iniziamo la nostra riflessione, che, vista la delicatezza dell’argomento, dovrebbe essere lunghissima, ma che ci sforzeremo di sintetizzare. L’Eni, ci piaccia o no, ci convinca o meno, nei prossimi anni sarà impegnata in una continua e lunga trasformazione aziendale, integralmente basata sulla svolta green, imposto dall’accordo europeo “New Green Deal”.
La predetta svolta si collega necessariamente a tutto quello che sta avvenendo in Europa e in Italia: la tutela dell’ambiente, il risparmio, l’efficientamento energetico attraverso la ricerca di risorse alternative e rinnovabili.

In particolare nel Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza, presentato dall’Italia alla Commissione Europea, la transizione ecologica occupa un posto rilevantissimo tanto che, assieme alla Spagna, su questo importante programma comunitario l’Italia ha richiesto ed ottenuto maggiori finanziamenti rispetto a tutti gli altri paesi europei.
Il descritto quadro si completa con l’allocazione, sempre nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza oltre che nella programmazione comunitaria, di importanti finanziamenti nei comparti del rischio idrogeologico, delle risorse idriche, dell’efficientamento energetico delle città e dei trasporti green.
In questo momento e con questo quadro di azioni, Crotone potrebbe essere e trovarsi nelle condizioni ideali per ripartire ed avviare un percorso capace di darle un nuovo indirizzo economico globale, smarrito successivamente alla dismissione del polo industriale.

È tutt’ora attivo il tavolo di confronto con Eni Rewind riguardo la bonifica, ragion per cui, essendo Crotone uno dei tredici siti d’interesse nazionale (SIN) presenti in Italia, la stessa Eni Holding Spa andrebbe sollecitata e coinvolta ad immaginare il suo core business nel sud dell’Europa, in Calabria e nell’area del medio e alto Jonio.
Crotone “vanta” anche alcune criticità che la rendono “attrattiva” rispetto alle linee guida del PNRR, ra questi:
-diffuso degrado delle costruzioni e dell’ambiente urbano, frammentazione del tessuto insediativo, parcellizzazione e degrado delle aree di pregio naturalistico;
-carenze di servizi ed infrastrutture destinate alla collettività e condizioni
di scarsa coesione sociale;
-presenza di aree urbane degradate, abbandonate o dismesse, nonché di aree non utilizzate o sottoutilizzate, suscettibili di riuso e/o rinnovamento;
-scarsa vitalità economica;
-alto livello di disoccupazione di lunga durata, con riguardo soprattutto alla componente giovanile e femminile; -basso livello di istruzione, carenze significative di specializzazione e di abbandono scolastico;
-elevata criminalità.

Come si nota, una serie di punti di debolezza strutturale richiesti dalla commissione europea per avere accesso sia ai fondi strutturali che a quelli del PNRR, e dei quali non sembra esserci consapevolezza da parte di chi dovrebbe utilizzare la leva di Governo per negoziare e rilanciare il ruolo propositivo e non quello reazionario.
Allo stesso modo come fanno tanti giovani del nostro territorio che emigrano per elevare il proprio bagaglio professionale e ricercare quel reddito che li possa rendere autonomi e indipendenti da qualsivoglia condizionamento. Bisogna immaginare uno sviluppo poliedrico dove possano convivere compatibilità ambientale e tecnologica in uno al turismo, alla cultura e alla preservazione del patrimonio paesaggistico e archeologico. In pratica una crescita a tutto tondo: ne monocorde ma nemmeno riduttiva e quasi discriminatoria.