Epifania a Crotone, Monsignor Saraco: «Tra regali, cibo e feste rischiamo di perdere il senso del Natale»

Epifania a Crotone, messa solenne all’Immacolata: Torriani a Milano per i funerali di Chiara Costanzo (Crans-Montana)

A cura di Redazione
07 gennaio 2026 08:00
Epifania a Crotone, Monsignor Saraco: «Tra regali, cibo e feste rischiamo di perdere il senso del Natale» -
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Il Tempo di Natale non è ancora concluso e terminerà con la domenica del Battesimo del Signore. In questo contesto liturgico, ieri sera, nella chiesa dell’Immacolata di Crotone, che in questi anni sta fungendo da Basilica Cattedrale, si è svolta la messa solenne dell’Epifania.

La celebrazione avrebbe dovuto essere presieduta dall’arcivescovo di Crotone, monsignor Alberto Torriani che ha invece lasciato la città per raggiungere Milano, dove oggi, mercoledì 7 gennaio, saranno celebrati i funerali di Chiara Costanzo, sua ex alunna del Collegio San Carlo, vittima della tragedia di Crans-Montana, avvenuta nella notte di Capodanno nell’incendio del locale Constellation.

Ad officiare la cerimonia è stato il rettore monsignor Alessandro Saraco, che nell’omelia ha indicato nel verbo “adorare” il cuore della solennità dell’Epifania. “È il verbo adorare che fa da sfondo a tutta questa liturgia”, ha spiegato, ricordando che “l’adorazione è stata la meta del viaggio dei Magi”, come annota l’evangelista Matteo: “Giunti a Betlemme videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono”.

Un messaggio che, secondo Saraco, interpella direttamente anche i cristiani di oggi. “Se perdiamo il senso dell’adorazione del mistero, perdiamo il senso della vita spirituale e perdiamo ancora di più il senso della vita cristiana”, ha affermato, sottolineando che “la vita cristiana è una storia d’amore con Dio” e che “o siamo innamorati del Signore o non lo siamo”.

Il rettore non ha nascosto una riflessione critica sul modo in cui viene vissuto il Natale. “Anche noi cristiani stiamo vanificando l’adorazione del Signore”, ha detto, perché “stiamo riducendo il Natale a una festa mondana fatta di pranzi, di cene, di corse all’ultimo regalo, di botti di Capodanno, di feste in piazza, frastornati dal rumore”. Tutto questo, ha aggiunto, porta a “perdere il senso dell’adorazione”, un rischio che si riflette anche nella vita liturgica quotidiana.

Monsignor Saraco ha parlato apertamente di commercializzazione del Natale, osservando che la solennità dell’Epifania, celebrata a distanza dal 25 dicembre, è “provvidenziale”, perché permette di fermarsi e chiedersi “che cosa ci resta davvero del Natale che abbiamo celebrato”, oltre “ai chili presi e ai regali scartati”.

Nel suo messaggio ha indicato nei Magi, paradossalmente pagani, un esempio per i credenti. “Tre pagani oggi ci richiamano qual è il vero senso del Natale e qual è l’essenza della vita cristiana: l’adorazione”. Un incontro silenzioso, ha ricordato, che “cambia la vita”, tanto che “per un’altra strada fecero ritorno”.

L’invito finale di don Alessandro è stato dunque a “ritornare all’adorazione del Signore”, imparando a stare davanti a Dio anche nel silenzio. “Il Signore le cose più belle nella nostra vita le dice con il suo silenzio”, ha affermato, ricordando che “con il suo silenzio il Signore cambia la vita, guarisce e ricolma di grazia”.

La celebrazione è stata animata dal coro San Dionigi,

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