Eracle, il più grande tra gli eroi della mitologia: il libro di Francesco Marando

Eracle, il più grande tra gli eroi della mitologia: il libro di Francesco Marando

Crotone – Gli Dèi dell’Olimpo sono stati raffigurati con le fattezze umane, mentre il semidio condivide la natura umana e divina: è il racconto delle fatiche di Eracle, l’eroe che per espiare la sua colpa deve superare dodici prove.

Il libro di Bruno Francesco Marando, di cui si è discusso questa sera a Crotone, edito per Il Viandante, è la terza produzione dell’istruttore di scacchi nato nel 1992 ad Ivrea (To) dove vive. Eracle Le fatiche dell’uomo segue le pubblicazioni del 2015 di Commediola Riflessiva e del 2018 de Il duellante, aggiudicando riconoscimento al Premio internazionale Michelangelo Buonarroti.

Di genitori crotonesi, è tornato a Crotone dopo quattro anni: “C’è un mito particolare, in cui Eracle è legato al culto e al Santuario di Hera Lacinia e alla fondazione di Kroton stessa”, ci ha detto questa sera l’autore.

Eracle è  più grande degli eroi della mitologia: “E’ un eroe del bacino mediterraneo, abbiamo templi in Oriente, in tutta Italia, nella Magna Grecia e e l’eco delle sue gesta andò appunto per tutto il Mediterraneo“. In molte commedie latine è presente la sua figura: “In mitologia greca se ne parla con Omero,  quindi ottavo secolo avanti Cristo, e se ne parla fino al Duecento dopo Cristo, gli autori latini presero molte cose dalla cultura greca e la rielaborarono secondo la loro cultura. In entrambi i poemi Omerici si parla di Eracle come il più grande tra gli  eroi della generazione passata, e se Achille e Ulisse lo consideravano grande la curiosità in me è stata spontanea”.

Grande appassionato di scienze strategiche, Bruno Francesco Marando ama anche l’età classica. Il suo libro è stato presentato venerdì sera, 10 dicembre, presso la Casa della Cultura di Crotone, dove sono custodite le opere del pittore crotonese Gaele Covelli. L’appuntamento, il terzo, si inserisce nel cartello “Natale D’Autore”, con la presentazione e introduzione di Francesco Vignis.

Danilo Ruberto