Ermelinda Gaetano (Avis Crotone): «Il dovere della donazione del sangue è di ciascuno di noi»

Ermelinda Gaetano (Avis Crotone): «Il dovere della donazione del sangue è di ciascuno di noi»

Una “festa” per ricordare l’importanza di donare, un evento per ringraziare e soprattutto per continuare a credere che la capacità di donarsi non è una solidarietà fine a stessa ma è un atto che può cambiare e migliorare le vite degli altri.

Domenica 6 novembre anche a Crotone si svolgerà la Festa del donatore promossa dall’Avis comunale. Una giornata da vivere anche all’insegna del ricordo. Alle 9 infatti si terrà la cerimonia di intitolazione della sede sociale, situata in via Primo Maggio 39, a don Pino Covelli.

«Una scelta – spiega la presidente dell’Avis Comunale Ermelinda Gaetano – determinata dal fatto che egli ha presieduto per 30 anni la nostra sezione e che comunque ci ha sempre seguiti; anche la data delle celebrazione è stata scelta a ridosso del giorno del suo compleanno ( 4 novembre). Ricordo ancora il giorno in cui andai a trovarlo dopo la mia prima elezione: fu contento della nostra visita e soprattutto si congratulò con tutto il consiglio per aver scelto, per la prima volta nella sezione, una presidente.

Ci aspettava sempre a braccia aperte e non faceva che incitarci ad andare avanti superando ogni difficoltà, era orgoglioso dei nostri progressi. La chiesa dell’Immacolata è stata per decenni la nostra casa, Don Pino ci ha sempre considerato la sua famiglia e ci esortava a sentirci tale».

Un sentimento d’unione, quello dei donatori, che si tramuta in fatti quando c’è bisogno di donare. L’esempio di don Pino e dell’Avis è anche un invito ai cittadini: «Per intervenire in contesti emergenziali o legati alla chirurgia, e per ottenere farmaci derivati dal plasma – spiega la Gaetano -, il sangue, in tutte le sue componenti, è di estrema importanza. Per ottenere sangue o derivati del sangue bisogna per forza avere donatori sufficienti, non c’è alternativa. Se tutti diamo una mano per promuovere la donazione del sangue, forse le persone inizieranno a pensare che il dovere della donazione è di ciascuno di noi, non degli altri. Noi tutti, se siamo sani e in buone condizioni di salute, siamo potenziali donatori. Non resta che diventarlo».

Negli ultimi anni è aumentata la richiesta e tra tante difficoltà, grazie ai donatori è stato possibile salvare vite e garantire cure: «Nonostante la SARS-CoV-2 – aggiunge la presidente – le donazioni di sangue effettuate ci permettono di mantenere l’autosufficienza anche se, purtroppo, dobbiamo registrare una lieve flessione nel numero di donazione. Le donazioni di sangue stanno lentamente riprendendo ma siamo ancora lontani dai livelli pre pandemia. Rispetto all’anno precedente si registra quasi un centinaio di sacche in meno ma c’è da dire che in quest’anno non è stato possibile effettuare alcune campagne di raccolte che comunque stiamo cercando di recuperare. Sono grata ai donatori che hanno sempre risposto con grande sensibilità».

V. R.