Ex tirocinanti, l’allarme di Stefania Argenti: "capitale umano da non disperdere"
La soprintendente Stefania Argenti: senza queste risorse musei e cantieri rallentano, servono soluzioni per stabilizzare i lavoratori
Torna al centro del dibattito il futuro degli ex tirocinanti impiegati nei musei, nei parchi archeologici, negli istituti culturali e nelle scuole della Calabria. A rilanciare l’allarme è anche la soprintendente Stefania Argenti, alla guida della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone, che sottolinea quanto queste figure siano ormai indispensabili per il funzionamento degli uffici e dei cantieri sul territorio.
Il tema è emerso mentre davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro si svolgeva il presidio organizzato dall’Unione Sindacale di Base (Usb) per chiedere al Governo una soluzione strutturale che garantisca stabilità lavorativa ai circa novecento ex tirocinanti coinvolti.
Secondo Argenti, la carenza di personale sta già producendo effetti concreti sulle attività amministrative e sulla tutela del patrimonio culturale. «Sono novecento le unità – ha spiegato – e i colleghi delle soprintendenze e dei musei si trovano in situazioni molto difficili. Nei musei spesso non si riescono a garantire le aperture, mentre negli uffici siamo costretti a ritardare pratiche fondamentali come i vincoli e le autorizzazioni».
La soprintendente ha detto come gli uffici siano costretti a riorganizzare continuamente il lavoro, rinviando attività tecniche per far fronte alle incombenze quotidiane. «Abbiamo programmi importanti anche su Crotone, ma non riusciamo a portare avanti tutto perché dobbiamo lasciare alcune attività per occuparci delle pratiche urgenti».
Per la Argenti, gli ex tirocinanti rappresentano una risorsa preziosa non solo per il supporto operativo ma anche per le competenze maturate negli anni. «Sono giovani, bravi, preparati e motivati. È raro trovare persone così. Disperdere un capitale umano di questo livello sarebbe una follia».
La soprintendente ha quindi rivolto un appello alla politica affinché si arrivi a una soluzione condivisa. «Mi auguro che tutti i livelli istituzionali, a prescindere dagli schieramenti, possano lavorare insieme affinché queste eccellenze calabresi possano restare dove devono stare».
Il problema, ha aggiunto, si intreccia anche con la gestione dei numerosi cantieri di restauro e di ricerca archeologica in corso nella regione. «Siamo molto avanti con i cantieri, ma ora arriva la fase più delicata. I cantieri di restauro e quelli archeologici sono complessi: sappiamo come iniziano ma non come finiscono, e richiedono monitoraggi continui».
Proprio per questo la soprintendente ha ribadito l’importanza di rafforzare le strutture tecniche. «Stiamo per aprire contemporaneamente diversi cantieri e dovremo monitorare investimenti di molti milioni di euro. Faremo il massimo, ma siamo esseri umani e queste risorse sono fondamentali».
Un’esigenza che, ha concluso Argenti, riguarda anche i grandi progetti di valorizzazione del territorio, tra cui il programma Antica Kroton, per il quale il contributo di personale qualificato resta decisivo per garantire tempi e qualità degli interventi.
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