Febbraio 2020, quando il Covid-19 arrivò in Italia

Febbraio 2020, quando il Covid-19 arrivò in Italia

È il 21 febbraio 2020, le notizie che arrivano dalla provincia di Whuan fanno paura all’Italia. Dopo i due turisti cinesi positivi al Covid-19 e presi in cura allo Spallanzani di Roma, il virus arriva “ufficialmente” nel nostro Paese. Un giovane trentottenne di Codogno risulta positivo, è l’inizio di un’era che cambierà per sempre l’Italia.

In pochi giorni il numero dei soggetti positivi cresce e le prime misure restrittive riguardano solo gli accessi in ospedale, ben presto però la situazione precipita. Il 22 febbraio il Governo istituisce 2 zone rosse, i Comuni del Basso Lodigiano e di Vo’ in Veneto sono in lockdown e i racconti che arrivano dalla Cina non sembrano poi così diversi da quelli che si iniziano a vivere in alcuni Comuni. I giorni passano e scoppiano i primi focolai. Bergamo sembra essere la città più colpita.


Il 7 marzo nessuno può uscire dalla Lombardia. Le immagini dei cittadini che tentano di lasciare la regione diventano virali sul web, la paura prende il sopravvento. Il 9 marzo il premier Giuseppe Conte decide il lockdown generale in tutto il Paese. Una notte che nessun italiano dimenticherà mai. Rimangono aperte solo le attività essenziali.

«Sono costretto ad intervenire in maniera decisa per tutelare la salute dei tutti e in particolare quella dei più fragili. Dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia, e lo dobbiamo fare subito. Adotteremo misure più forti per contenere il più possibile l’avanzata del coronavirus e per tutelare la salute di tutti i cittadini», le parole dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri scuotono gli italiani. Il virus intanto viaggia e si registra anche il primo caso nella nostra provincia.

Le città deserte, le canzoni dai balconi, l’immagine del Papa che prega da solo in piazza San Pietro davanti al santissimo, i camion dell’esercito che trasportano le bare di chi non è riuscito a sconfiggere il virus, le serrande abbassate dei negozi, i bambini protetti nelle case, scene surreali di una realtà che oggi sembra lontana e che fa ancora paura.