Fiorino (Città Futura): “Istituire a Crotone l’Accademia delle Belle Arti”

Leggo e ascolto con grande attenzione, ma anche con grande rincrescimento e costernazione, gli interventi delle opposte partigianerie, quella catanzarese e quella cosentina, dopo la decisione di istituire la Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università della Calabria.

E pur non parteggiando per nessuna delle due parti in campo, trovo questa discussione stucchevole, obsoleta e rancida. Una querelle che mi fa riandare, per fortuna solo con il ricordo, ai moti di Reggio Calabria avvenuti, tra il 1970 e il 1971, dopo la decisone di spostare il capoluogo di regione da Reggio Calabria a Catanzaro. E debbo constare con rammarico che quella ferita apertasi tanti anni fa, dopo cinquant’anni, è ancora aperta e il tempo, purtroppo, non ha provveduto a rimarginarla, aprendosi alla minima occasione, com’è avvenuto nel caso dell’istituzione della facoltà di Medicina a Cosenza. Per questo va affrontato in maniera serena e trasparente e senza tener conto dei 404 campanili, il tema della redistribuzione dell’offerta formativa universitaria della regione.

Offerta formativa universitaria che non può riguardare solo le due città di Catanzaro e di Cosenza, e marginalmente la città di Reggio Calabria, ma deve riguardare tutto il territorio calabrese. E come già segnalato dal consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, del gruppo misto – Liberamente progressisti, e accogliendo il suo invito, nella mia qualità di rappresentante politico della provincia di Crotone ritengo che vanno coinvolti anche territori marginali e isolati come Crotone e Vibo Valentia che, in questo dibattito, devono recitare un ruolo da protagonisti e non da semplici comparse. Pensando, per esempio, non solo all’istituzione di altre università ma anche a collaborazione didattiche e di ricerca con le università esistenti in Calabria. E allargando lo sguardo alle scuole di alta specializzazione e di alta formazione che, nel caso della provincia di Crotone, potrebbero essere l’istituzione immediata dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio.

E’ finito, morto e sepolto per sempre, il tempo delle guerre fratricide, oggi quello che serve è una visione complessiva e strategica di tutto l’intero territorio calabrese.

Senza distinzione alcuna tra le province storiche, Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria e le province di nuova istituzione, Crotone e Vibo Valentia. O tra comuni della fascia tirrenica e comuni della fascia jonica. La Calabria è una e semplicemente unica. Dal Pollino alla Sila e all’Aspromonte. E tutti i calabresi, indistintamente, meritano attenzione, rispetto e amore.

Giuseppe Fiorino – città futura