Fondo Gesù, il Comitato denuncia: «Basta promesse, servono fatti»
Il Comitato guidato da Felice Torromino denuncia l’assenza di risposte dopo l’incontro con le istituzioni e chiede telecamere, controlli e interventi urgenti contro l’emergenza rifiuti
Il Comitato di quartiere “Fondo Gesù Nel Cuore”, presieduto da Felice Torromino, denuncia il mancato seguito agli impegni assunti dopo un incontro con il presidente, chiedendo interventi contro l’abbandono dei rifiuti, maggiori controlli e pari attenzione rispetto alle altre zone della città.
A oltre un mese dal confronto con le istituzioni, il Comitato di quartiere “Fondo Gesù Nel Cuore” torna a sollevare il problema del degrado urbano e della gestione dei rifiuti, lamentando l’assenza di risposte concrete rispetto alle soluzioni prospettate durante l’incontro. Lo fa attraverso una lettera indirizzata al presidente, firmata da Felice Torromino, nella quale i residenti chiedono che agli impegni assunti seguano interventi verificabili.
Tra le richieste avanzate figurano l’installazione di telecamere e fototrappole per contrastare l’abbandono indiscriminato di rifiuti e ingombranti, l’attivazione di un presidio o di una postazione fissa della Polizia Locale per intensificare i controlli e la convocazione di un incontro pubblico con i cittadini. Un confronto, quest’ultimo, ritenuto necessario anche per discutere l’introduzione del servizio di raccolta porta a porta e affrontare le altre criticità che interessano il quartiere.
«Il problema non è soltanto che gli interventi promessi non siano ancora stati realizzati, ma che non abbiamo ricevuto riscontri concreti sul percorso che si intende seguire per affrontarli», scrive il Comitato, sottolineando come il silenzio successivo all’incontro abbia alimentato delusione e sfiducia tra i residenti.
Nella lettera viene evidenziata anche una disparità di attenzione rispetto ad altre aree della città. Il riferimento è alla zona della scuola ISES, dove, secondo quanto segnalato dal Comitato, sono state installate telecamere rivolte verso i cassonetti per contrastare l’abbandono dei rifiuti.
Da qui la domanda dei rappresentanti del quartiere: perché misure analoghe non siano state ancora adottate anche a Fondo Gesù. «Non pretendiamo privilegi e non chiediamo trattamenti di favore. Chiediamo soltanto pari dignità, pari attenzione e gli stessi strumenti di tutela riconosciuti agli altri quartieri della città», si legge nel documento.
A rendere ancora più preoccupante il quadro è la situazione dei cassonetti, che, anche alla luce del blocco dei trasportatori, risultano sempre più pieni. Il Comitato segnala il progressivo accumulo di immondizia e i possibili rischi igienico-sanitari, richiamando l’attenzione sulla presenza di topi e animali randagi che, alla ricerca di cibo, disperdono i rifiuti lungo le strade e nelle aree circostanti.
Per i residenti, dunque, non si tratta più soltanto di una questione di decoro urbano, ma di una criticità che richiede una strategia strutturata, controlli costanti e tempi certi. «Occorrono controlli, prevenzione, una strategia efficace e tempi certi», ribadiscono.
Il Comitato precisa di aver scelto di rendere pubblica la lettera non per alimentare polemiche, ma per informare la cittadinanza e riportare al centro dell’attenzione problemi che, a loro giudizio, si trascinano da troppo tempo. Nonostante l’amarezza, i rappresentanti dei residenti dichiarano di voler continuare a dare fiducia alle istituzioni, chiedendo però segnali concreti già nei prossimi giorni.
Il messaggio conclusivo è netto: «Fondo Gesù non è una discarica, né può diventare l’isola ecologica abusiva di Crotone e della provincia». E ancora: «Siamo stanchi delle promesse che non trovano riscontro nella realtà. La fiducia nelle istituzioni non si conserva attraverso le parole, ma attraverso la capacità di mantenere gli impegni, assumersi le proprie responsabilità e dare risposte concrete ai cittadini».
La richiesta del Comitato “Fondo Gesù Nel Cuore”, guidato da Felice Torromino, è quindi quella di riaprire il confronto e trasformare le proposte discusse in interventi effettivi. «Fondo Gesù non chiede promesse. Chiede fatti, rispetto e pari dignità».
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