Franco Eco: «Vi racconto il mio Sudan: la cultura è strumento di pace tra i popoli»

Franco Eco: «Vi racconto il mio Sudan: la cultura è strumento di pace tra i popoli»

Sono stati giorni di “Inferno Dantesco” quelli trascorsi da Franco Eco presso il Sudan, a seguito del colpo di stato avvenuto nella capitale Khartoum. Isolato in un albergo, ha sognato di rivedere l’alba crotonese con i suoi colori, nella sua città. Sì, Franco Eco, artista e compositore musicale, è in giro in tutto il mondo e ha fatto ritorno a casa, tra i suoi affetti, dopo esser stato come rappresentante dell’Italia al Sama International Music Festival,  un festival africano dove ha tenuto una masterclass dal titolo “The work of soundtrack in the age of technical reproducibility – L’uso della colonna sonora nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” sotto l’egida dell’Associazione Compositori Musica per Film di cui è membro sin dalla sua fondazione.

Il 23 ottobre, dunque, nella capitale sudanese, vi è stato lo spettacolo  “Dante Concert”con le musiche del compositore Eco, con  Emanuele Montagna e Asia Galeotti alla recitazione  e la produzione del Gruppo Teatro Colli di Bologna, anche loro nell’albergo di Khartoum. Dopo il suo ritorno, il poliedrico musicista ha raccontato questa esperienza presso il Museo di Pitagora, agli studenti del Liceo Economico Sociale Gian Vincenzo Gravina di Crotone: «E’ stato difficile trovare un volo che ci potesse portare in Italia, abbiamo trovato uno scalo, ma sopratutto sono qui a Crotone, che è stata tra i miei pensieri sin dall’inizio – ha detto Franco Eco  – qualcuno ha scritto dall’Inferno dantesco all’inferno del Sudan, non vorrei parlare d’inferno perchè probabilmente qualcuno che stava fuori le mura l’ha vissuto di più, con situazioni di pericolo, e che lo ha vissuto più di noi».

Un incontro  dunque questa mattina al Museo di Pitagora con i ragazzi del Gravina i quali si sono preparati a questo incontro riflettendo sulla libertà: «La libertà culturale l’ho avuta sempre in mente, con la cultura si possono fare tante cose – è il messaggio rivolto agli studenti – ho sempre pensato alla diplomazia culturale come strumento di pace tra i popoli. Spesso pensiamo al Sudan come un paese islamico che ha un altro tipo di cultura. La cultura di cui parlo è quella di creare delle condivisioni, dei collegamenti tra le persone. La gioventù credo debba lavorare in questa direzione, ai ragazzi dico di andare fuori la Calabria, in tutto il mondo, e poi cercare di tornare qui per contribuire alla crescita culturale della propria terra».

nella foto da sinistra Francesco Pia Bambino rappresentante d’Istituto, Franco Eco e Francesco Turrà del consorzio Jobel.