Franco Stumpo: «Sanremo sì, ma il teatro sotto casa no. Di noi del mondo dello spettacolo nessuno ne parla»

Franco Stumpo: «Sanremo sì, ma il teatro sotto casa no. Di noi del mondo dello spettacolo nessuno ne parla»

Con la pandemia da Coronavirus si sono fermate diverse attività e diverse abitudini: a farne le spese sono stati e sono tutt’oggi molti commercianti, mentre molti ristori non sono arrivati, o quelli distribuiti fino adesso differiscono dai bilanci annuali delle attività commerciali stesse.

Si è fermato anche il mondo dello spettacolo, così come la musica e il teatro. Ma insieme agli artisti ci sono anche le maestranze che lavorano grazie ai cantanti o attori stessi. Si ferma colui che allestisce l’impianto audio, lo scenografo, chi vende il trucco, tecnici, impresari, ballerini, coriste o coristi, l’acquisto di chissà quale oggetto da portare in uno spettacolo.


«La situazione degli artisti di piccolo calibro come lo sono io è critica – ci ha detto Franco Stumpo  i grandi cantanti cadono sempre in piedi. Situazione critica perchè a noi ci hanno messo in ginocchio con la chiusura dei locali e piazze. Non ci sono i matrimoni come una volta, noi viviamo di quello ma la crisi la stiamo vivendo più degli altri, e nessuno ne parla».

Si avvicina la popolare kermesse nazionale del Festival della Canzone, pensando ad un numero ridotto di pubblico, ma Sanremo si terrà lo stesso: «Sanremo non si dovrebbe proprio fare per difesa degli artisti come noi che viviamo di spettacolo tra la gente, nelle piazze, nei locali, nei matrimoni. Perchè Sanremo sì e il teatro sotto casa no? Sempre con le dovute precauzioni, con le distanze, le mascherine, il gel, la misurazione della temperatura, i tamponi, tutto si può fare. Con Franco Stumpo e gli altri cantanti ci sono i tecnici, i musicisti. C’è tanto a livello organizzativo. Ci sono gli impresari, gli assistenti di palco, coriste e ballerine. C’è un mondo che lavora».

 

 

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Danilo Ruberto