Giornata delle vittime degli incidenti sul lavoro: «Rafforzare le politiche di prevenzione»

Giornata delle vittime degli incidenti sul lavoro: «Rafforzare le politiche di prevenzione»

L'intervento del presidente territoriale dell'Anmil Antonio Carcello: «Serve una cultura della sicurezza che deve essere coltivata dai banchi di scuola»

Si è svolta in tutta Italia e anche nella nostra provincia, la 71esima Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, celebrata lo scorso 10 ottobre. La ricorrenza affonda le sue radici nella storia dell’ANMIL quando il Comitato Esecutivo dell’epoca, nella riunione a Firenze del 26 novembre 1950, deliberò che il 19 marzo di ogni anno sarebbe stata celebrata in tutta Italia la “Giornata del Mutilato del Lavoro”. Dal 1998, con Direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 aprile 1998 e poi del 7 marzo 2003, tale ricorrenza è stata istituzionalizzata, nella seconda domenica di ottobre di ogni anno.

Da oltre mezzo secolo lo spirito della Giornata è rimasto invariato, sebbene si sia arricchito di nuove ma legittime istanze e oggi costituisce un doveroso momento di riflessione sul sacrificio di quanti hanno perso la vita nello svolgimento della propria professione, nonché un’occasione per rivendicare la centralità dei diritti di ogni lavoratore. «Questa manifestazione – si legge in una nota – vuole inoltre sottolineare che uno Stato civile non può permettere che si creino situazioni discriminanti tra i cittadini e, anzi, deve operare affinché qualsiasi barriera venga eliminata e l’handicap, che esiste soprattutto in relazione alle difficoltà che un disabile incontra, tenda a scomparire».

Una giornata dunque per ricominciare a mettere al centro del lavoro le persone che devono essere tutelate nel loro percorso lavorativo e anche dopo. Lo impone una società in continua evoluzione e lo impongono, ahinoi, i recenti fatti di cronaca che hanno riempito notiziari e giornali come ha ricordato nel corso del suo intervento, a Petilia Policastro, il presidente dell’Anmil territoriale Antonio Carcello: «La crisi economica e i tentativi di ripartenza delle attività produttive rappresentano un terreno insidioso per la sicurezza dei lavoratori e lo dimostra la nuova impennata di incidenti a cui stiamo assistendo negli ultimi mesi.

Il bilancio infortunistico di questo 2021, anche al netto dei casi legati al COVID, è assolutamente allarmante. Come dieci anni fa, ancora oggi, ogni giorno, mediamente tre lavoratori rimangono vittime di infortuni mortali, per non parlare di coloro che muoiono dopo anni di lunghe sofferenze, nel più assoluto silenzio mediatico, i cui numeri sono ben superiori. Dunque, accanto alla spinta per la ripresa economica, è quanto mai urgente rafforzare le politiche di prevenzione, potenziare il sistema ispettivo e sanzionatorio, completare l’attuazione del decreto 81/2008».

Bisogna però partire da una base, da un punto fermo che è la sicurezza sui luoghi di lavoro: «Serve una cultura della sicurezza che deve essere coltivata dai banchi di scuola. chiediamo di avviare una riflessione sulla tutela assicurativa delle vittime e delle loro famiglie, affinché venga riconsiderata alla luce della anacronistica normativa che oggi la regola e in base alla quale troppe sono le incongruenze che creano disparità di trattamento tra le vittime e i familiari. Ma il diritto al lavoro ha un’importanza fondamentale per garantire autonomia e realizzazione personale, anche quando all’infortunio si sopravvive».