Giornata Unità Nazionale, il Prefetto di Crotone: «Questa notte le forze dell’ordine hanno salvato tanti bambini in mare»

Giornata Unità Nazionale, il Prefetto di Crotone: «Questa notte le forze dell’ordine hanno salvato tanti bambini in mare»

Crotone – 100 anni dalla tumulazione del milite ignoto, il soldato senza nome, scelto da Maria Bergamas e sepolto presso l’Altare della Patria, a Roma, per ricordare non solo il figlio Antonio morto durante la prima guerra mondiale, ma anche coloro che hanno servito la patria, e che sono caduti e di cui non si conosce il nome.

Quest’anno, 4 novembre, ricorrono dunque i 160 anni dell’Unità d’Italia, i 100 anni del trasferimento al Vittoriano della salma del Soldato Ignoto e i  75 anni di Repubblica. Momenti espressi oggi, 4 novembre,  Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, celebrata anche a Crotone, presso Piazza Umberto I, alla presenza del Prefetto di Crotone Carolina Ippolito, e delle autorità civili e militari. Il popolo italiano, dunque, oggi ha guardato i caduti durante le grandi guerre con sentimento di gratitudine per aver servito la patria.

La breve cerimonia ha avuto inizio con l’alzabandiera: «Ringraziamo in questo anno importante gli uomini e le donne che appartengono alle Forze Armate – ha ricordato il Prefetto di Crotone –  persone al nostro fianco tutti i giorni.  In questi giorni il nostro territorio è stato interessato da alcuni episodi di microcriminalità, con delle attività commerciali che hanno subito dei danni:   «Gli episodi di criminalità purtroppo ci sono ma non sono un fenomeno che possono creare un forte allarme, almeno come richiamo alla criminalità organizzata». Poi, sugli sbarchi avvenuti in questi ultimi giorni sulle nostre coste, il Prefetto Ippolito ha aggiunto: «Gli sbarchi sono quotidiani, ne abbiamo avuto uno ieri di 160 migranti, e un altro avvenuto questa notte, che ha dimostrato lo slancio delle forze dell’ordine che si sono buttati in mare per salvare i bambini dalle acque».

Durante la cerimonia, è stata data lettura del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e  del ministro della Difesa  Lorenzo Guerini.

 

Danilo Ruberto