Giovedì Santo a Pallagorio, Il Vescovo Torriani: “Siate segno vivo”
Celebrazione della Coena Domini nella parrocchia San Giovanni Battista: il vescovo richiama al servizio, autenticità e comunità profetiche
Nel cuore della Settimana Santa, Pallagorio ha vissuto un momento di preghiera in occasione del Giovedì Santo. Ieri sera, infatti, la comunità della parrocchia San Giovanni Battista ha accolto il vescovo Alberto Torriani, che ha presieduto la solenne celebrazione della “Coena Domini”, primo giorno del triduo pasquale.
Una scelta non casuale quella del presule, che ha voluto essere presente in una realtà geograficamente distante ma profondamente vicina alla sua sensibilità pastorale. Un segno concreto per ribadire l’attenzione della Chiesa verso ogni comunità, anche la più piccola, riconosciuta come preziosa e custodita.
Nel corso dell’omelia, il vescovo ha guidato i fedeli in una riflessione intensa sui gesti compiuti da Gesù durante l’Ultima Cena, sottolineando come questi non siano semplici simboli, ma veri e propri segni da vivere. L’invito è stato quello a non limitarsi a “spiegare” l’Eucaristia, ma a renderla visibile attraverso la vita quotidiana.
“L’Eucaristia non è un restare seduti, non è un’abitudine”, ha evidenziato il vescovo, soffermandosi sul primo gesto di Gesù che si alza da tavola. Un segno che richiama le comunità a non adagiarsi, ma a lasciarsi inquietare, a rimettersi in cammino, diventando profezia di cambiamento.
Un passaggio significativo è stato dedicato anche al gesto di deporre le vesti: “l’amore vero non ha bisogno di difendersi”, ha spiegato, indicando la necessità di comunità autentiche, libere da maschere e distanze, capaci di vivere relazioni vere in un mondo spesso segnato dalla ricerca di prestigio e difesa del proprio spazio.
Particolarmente forte il richiamo al servizio, nel gesto di Gesù che si cinge l’asciugamano: “il mondo non è cambiato dalle parole forti, ma dai gesti veri”. Un messaggio diretto soprattutto alle piccole comunità, che proprio nella semplicità e nella quotidianità possono esprimere una testimonianza profetica più incisiva di tanti discorsi.
Infine, il vescovo ha richiamato il momento in cui Gesù riprende le vesti, sottolineando come il servizio non tolga identità, ma la restituisca in modo più autentico. Comunità che servono, ha ribadito, diventano segno visibile del Vangelo.
“Il Signore non ci chiede di fare cose straordinarie. Ci chiede di diventare segno”, ha concluso Alberto Torriani, sintetizzando il cuore del messaggio: una Chiesa capace di alzarsi, deporre, servire e ritrovarsi, rendendo visibile il Vangelo anche nelle realtà più piccole e periferiche.
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