Girato a Crotone il cortometraggio GRA83 di Antonio Fumarola
La città diventa ambiente emotivo e tempo narrativo nel film intimo e minimale, oggi disponibile sulla piattaforma internazionale Shortverse
È stato girato interamente a Crotone GRA83, il cortometraggio scritto e interpretato da Antonio Fumarola, che ha scelto la città come spazio reale e quotidiano in cui far prendere forma al racconto. Non una scenografia, ma un luogo vissuto, attraversato, abitato, capace di restituire senso e tempo a una narrazione essenziale.
Il film nasce da un testo personale e affronta il tema dell’identità e della difficoltà di definirsi, scegliendo una scrittura per sottrazione, intima, lontana da strutture narrative tradizionali. Le immagini non hanno funzione descrittiva: diventano parte dello stato emotivo del racconto, legate a interni, spazi aperti e movimenti minimi, in dialogo con un audio interiore e silenzioso che accompagna lo spettatore più che guidarlo.
In GRA83 Crotone respira insieme al film. La città non è uno sfondo, ma un ambiente concreto in cui il racconto prende corpo, fatto di presenze, ritmo e lentezza. Il linguaggio scelto rinuncia alla spiegazione per affidarsi alla percezione, lasciando spazio al vuoto e alla quiete come elementi narrativi centrali.
La musica originale del cortometraggio è firmata da Lydia, compositrice originaria di Crotone, il cui contributo accompagna le immagini in modo essenziale, sostenendo il ritmo emotivo senza mai sovrapporsi alla narrazione.
Attualmente GRA83 è disponibile su Shortverse, piattaforma internazionale con sede negli Stati Uniti dedicata al cortometraggio d’autore, che ospita opere indipendenti provenienti da tutto il mondo. Il percorso del film è inoltre consultabile nei principali database cinematografici internazionali, tra cui IMDb, TMDB e MUBI.
A sintetizzare il senso profondo dell’opera è la dichiarazione dell’autore, che ne chiarisce l’orizzonte poetico e politico:
“Quando tutto diventa televisione, la vera rivoluzione è lo spazio vuoto.
Il silenzio.
La lentezza.
Non vincerà chi produce più video.
Vincerà chi riesce ancora a creare spazi di quiete dentro il rumore.
Non chi sa tenere lo sguardo incollato,
ma chi sa farlo tornare dentro.”
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