Grazie all’informazione la celiachia non è più rinuncia

Settore farmaceutico e della ristorazione sempre più vicino ai bisogni dei pazienti affetti da questa patologia
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Reale Mutua – sezione post

Il Ministero della Salute ha divulgato, lo scorso 16 gennaio, i nuovi dati sulla celiachia presentando al parlamento la relazione sulla celiachia riferita all’ anno 2016. “In Italia – è scritto nella prefazione firmata dal Minsitro beatrice Lorenzin -, il Ministero della Salute con le sue attività istituzionali è fortemente impegnato in tema di celiachia attraverso un costante e laborioso lavoro di collaborazione con le Regioni e le Provincie Autonome. In particolare quest’anno sono stati realizzati diversi interventi mirati a garantire il celiaco durante il percorso diagnostico, condividendo con le Regioni i requisiti tecnici, professionali ed organizzativi minimi per l’individuazione dei presidi sanitari deputati sul territorio alla diagnosi di celiachia”. Dalla mappatura epidemiologica risultano diagnosticati in Italia 198.427 celiaci.

La malattia celiaca risulta interessare più le donne (138.902) che gli uomini (59.525).Ad un anno dall’entrata in vigore del nuovo protocollo diagnostico confrontando i dati nel triennio 2014-2016 emerge un incremento delle diagnosi più spinto, forse favorito dalla maggiore sensibilizzazione ma anche dai nuovi indirizzi scientifici. Nel 2016 il numero totale delle nuove diagnosi è stato di 15.569, oltre 5.000 diagnosi in più rispetto all’anno precedente. Risultati che attestano come cresce l’inertresse verso questa patologia che fino a qualche anno fa era poco conoosciuta e comprometteva fortemente lo stile di vita dei pazienti. Oggi invece, i celiaci riescono a condurre una vita equilibrata senza dover necessariamente rinunciare alle quotidiane abitudini alimentari.

Incisivo il lavoro dell’Associazione Italiana Celiachia punto di riferimento non solo per i celiaci, ma anche per le famiglie, per i medici, pediatri e anche per la società, come ha sottolineato la presidente del Comitato Scientifico di Aic Calabria Caterina Pacenza: «La situaizone dei celiaci e anche quella diagnostica, è molto cambiata rispetto a vent’anni fa. Le indagini sono migliorate ed è aumentato notevolmente il numero dei celiaci. Fondamentale è il ruolo dell’Aic che, con un sistema di formazione sul territorio, agisce prima di tutto a livello scientifico. a dicembre, ad esempio, abbiamo organizzato un corso che sarà itinerante per tutta la Calabria, rivolto ai medici al fine di raggiungere più facilmente la diagnosi di celiachia anche lì dove non è evidente».

Ma L’aic si propone anche come veicolo per alzare la qualità della vita del celiaco. Niente più rinunce ormai per chi è affetto da questa aptologia, visto che anche il settore della ristorazione, allargando i propri orizzonti, ha deciso di organizzarsi al meglio per ospitare anche i celiaci. Certo ci sono norme da seguire, ma c’è una sensibilità maggiore. E così dai ristoranti alle pizzerie, dalle gelaterie alle paninoteche, è possibile scegliere cibi senza glutine. Dalla parte dei celiaci si sonos chierate anche le farmacie che dedicano ampi reparti alla vendita di alimenti di ogni tipo per celiaci, graditi però da tutta la famiglia.

«La prevenzione è importante per una diagnosi precoce»

Prevenzione. Sembra essere questa la chiave per migliorare da subito lo stile di vita dei celiaci. «Un ruolo diagnostico importante – spiega Luca Pugliese della Polispecialistica Bios – è riservato al test genetico HLA DQ2-DQ8 visto il suo ruolo predittivo negativo, pertanto nella pratica diagnostica il ruolo principale di questo test è quello di escludere la malattia celiaca sopratutto nei soggetti considerati a rischio rendendo inutile lo screening successivo con metodiche sierologiche. Questi test fatti secondo un rigore scientifico permettono di selezionare i casi che necessitano di una biopsia intestinale, elemento diagnostico essenziale per una diagnosi definitiva ad eccezione dei bimbi sotto i 2 anni. E’ fondamentale pertanto rivolgersi a personale qualificato per un corretto inquadramento diagnostico».

«Anche i celiaci possono gustare un’ottima pizza in tranquillità»

Grazie alla ricerca e grazie alla volontà di alcuni ristoratori, anche i celiaci possono gustare, in ristoranti e pizzerie, piatti prelibati. «Da Pepe Nero – spiega Anna Maria Ragno che con Francesco Maiorano portano avanti un’idea imprenditoriale di successo proprio nel campo della ristorazione -, i celiaci possono scegliere nel menù il cibo che preferiscono che viene preparato seguendo le linee guida delle norme vigenti in materia». Un modo per migliorare lo stile di vita chi è affetto da questa patologia ma anche per offrire un servizio in più alla città: «Durante le vacanze estive – continua Anna Maria – sono davvero tanti i turisti che vengono a farci visita proprio perché la nostra è una pizzeria anche per celiaci».