I frati lasciano Cutro, il Vescovo rassicura: «Manderò due sacerdoti, e chiederò una comunità religiosa femminile»

I frati lasciano Cutro, il Vescovo rassicura: «Manderò due sacerdoti, e chiederò una comunità religiosa femminile»

Cutro è stata in festa per la devozione filiale che lega la città al Santissimo Crocifisso. Ma poi, in questi giorni, la festa è stata vissuta con toni anche di dispiacere poichè i frati francescani, dopo secoli di storia, lasceranno il Convento e le due parrocchie che hanno guidato negli anni. Una decisione non dettata dall’Arcidiocesi ma dall’ordine francescano.

Un incontro dunque tenutosi il 16 maggio davanti la Chiesa del Santissimo Crocifisso, davanti un nutrito numero di fedeli che non vogliono che i frati lascino la comunità, per il bene e l’amore che hanno seminato, e con la passione verso il popolo di Dio. Un confronto dove il presule ha precisato che la decisione non dipende dall’Arcidiocesi, ma dall’ordine stesso. «La scelta che i frati hanno fatto è dolorosa e seria – ha detto – una spina nel cuore. Una scelta dolorosa per loro e per la comunità ma anche per la diocesi, perché il rapporto spirituale, culturale  che i frati hanno portato è eccellente. Privarsi di questo è una scelta dolorosa»

 «Il Vescovo può chiudere il convento di Cutro, può togliere il Crocifisso? Sarebbe blasfemia». Nessun giro di parole da parte del vescovo  dapprima soffermato proprio sulla decisione dei religiosi definendola «dolorosa» ma «presa davanti a Dio e davanti agli uomini» frutto di un discernimento che prende senso nella fede. Il prelato ha sottolineato anche l’eccessiva reazione di alcuni, soprattutto sui social. «Ho ricevuto tante lettere che trasudano di amore per il Signore e la Chiesa e questo mi ha riempito il cuore di gioia. Ma ho saputo anche di reazioni, soprattutto sui social un po’ troppo emotive. La comunità e il crocifisso sono unite in modo nuziale e nulla chiuderà!». Poi l’annuncio: «Manderò a Cutro stabilmente due sacerdoti, uno più maturo l’altro più giovane. Il Convento sarà abitato da sacerdoti e quindi il servizio pastorale continuerà. La mia idea è inoltre quella di far arrivare anche una comunità religiosa femminile». Certamente questo passaggio ha bisogno di un clima di unione.