I lavoratori dello spettacolo scendono in piazza

I lavoratori dello spettacolo scendono in piazza

Ad un anno esatto dal blocco delle attività organizzata una mobilitazione nazionale. Manifestazione anche in Calabria

Saranno Cosenza e Reggio Calabria le piazze calabresi palcoscenico della mobilitazione nazionale promossa dai lavoratori e dalle lavoratrici dello spettacolo fissata per il 23 febbraio. Una data non scelta a caso visto che proprio il 23 febbraio del 2020 con uno dei primi Dpcm vennero chiusi tutti i teatri e i cinema.

Eravamo ancora all’inizio della pandemia e nessuno di certo si aspettava che quella chiusura si sarebbe protratta per così tanto tempo. Un anno difficile per il settore come abbiamo raccontato anche nelle scorse settimane sulle pagine del nostro giornale dando voce ai “protagonisti”, questa volta rimasti senza applausi, di una triste vicenda che ha coinvolto, e coinvolge, l’intero mondo dell’arte e della cultura.


Pochi gli spettacoli andati in scena nell’anno della pandemia, solo nel periodo estivo infatti, è stato possibile allestire messe in scena e altri eventi similari tutto sempre nel pieno rispetto delle norme. Ma per gli esperti il rischio è troppo alto e in autunno cala di nuovo il sipario. «Un anno esatto dal blocco totale del mondo dello spettacolo – scrivono in una nota i referenti del RISP -. Per centinaia di migliaia di lavoratori del settore, un anno di profonda precarietà, disoccupazione, assenza totale di prospettive. Tante lavoratrici e tanti lavoratori stanno sopravvivendo a stento con l’elargizione di quelle misure tampone – completamente insufficienti – adottate dal Governo; mentre molti altri rimangono a mani vuote perché ancora incagliati nelle maglie della burocrazia».

Un blocco che interessa centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori «che hanno bisogno di tutele concrete laddove l’orizzonte di una vaga stabilità non accenna a rivelarsi». La preoccupazione è che con il nuovo Governo si possano perdere anche i fondi rintracciati dal vecchio Governo «In questo anno – si legge ancora nella nota – non abbiamo mai smesso di lottare per misure di reddito e di sostegno strutturali, per una totale riforma del nostro settore, per la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici. E non abbiamo alcuna intenzione di fermarci.

Chiediamo la presa in carico da parte delle istituzioni competenti delle seguenti urgenti e necessarie richieste: sblocco immediato e conseguente erogazione dei ristori rimasti in sospeso durante queste settimane di instabilità governativa; la convocazione di un Tavolo Interministeriale che coinvolga lavoratrici e lavoratori del settore spettacolo e cultura, al quale siedano Ministero del Lavoro, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali; attuazione di una ormai necessaria riforma strutturale, formale e fattuale, del settore che tuteli realmente non solo grandi enti e grandi aziende ma anche e soprattutto lavoratrici e lavoratori; progettazione e realizzazione di tutte le misure, economiche e non, relative ai protocolli di sicurezza, concretizzazione di provvedimenti finalizzati al finanziamento e al sostegno delle piccole e medie realtà che si occupano di spettacolo e di cultura, che ad un anno dal blocco del pubblico spettacolo rischiano di chiudere e di non poter più compiere il loro fondamentale ruolo legato alla cultura di prossimità su tutto il territorio del nostro Paese