Ictus ischemico: parte la campagna di informazione nella provincia

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Solo il 21 % delle persone colte da ictus ischemico ha consapevolezza della malattia, e solo il 22 % raggiunte il Pronto Soccorso entro le 4,5 ore dall’insorgere dei sintomi. Con una campagna di sensibilizzazione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, dell’Unità di Neurologia/Stroke Unit, l’ente ospedaliero si rivolge alla cittadinanza tutta e ai piccoli comuni della provincia per informare le persone sui sintomi dell’ictus celebrale ischemico. La campagna si chiama “Agisci in fretta, l’ictus non aspetta” e vuole offrire un servizio per riconoscere i fattori di rischio (come ipertensione, diabete mellito, fumo, cardiopatie, sovrappeso) per prevenire l’ictus ischemico.

Gli incontri inizieranno il 16 ottobre a Mesoraca, per poi toccare i comuni di Cirò Marina, Scandale, Verzino, Torre Melissa, Cutro, Catturi per finire il 13 maggio a Crotone. L’ictus ischemico è causato dall’occlusione di un’arteria che porta molto sangue al cervello, e causa la morte di cellule celebrali (l’ischemia). Arrivare in Ospedale dotato di Stroke Unit permette l’utilizzo di una terapia, la trombolisi, che scioglie il coagulo di sangue permettendo di circolare nuovamente del corpo e salvare le cellule celebrali ancora in funzione:

«Stiamo promuovendo questa campagna di sensibilizzazione – ha affermato il dottor Domenico Bosco, responsabile del reparto di Neurologia del San Giovanni di Dio di Crotone – sui disturbi che possono determinare un’allerta che possa portare il paziente a rivolgersi immediatamente alle cure mediche. I cardiologi sono stati più acuti di noi in questi anni, per cui chi ha un dolore al braccio o al torace si rivolge al medico, invece noi siamo stati meno pregnanti nella campagna informativa».

Conoscere vuol dire affrontare il problema nel modo corretto e rapidamente: «A concorrere a questa campagna di sensibilizzazione sono tanti professionisti – ha aggiunto Maria Pompea Bernadi dirigente dell’Asp di Crotone – l’attore principale è il neurologo. Abbiamo scelto tutti i comuni dell’area del crotonese, ma sto ricevendo anche gli inviti dei comuni limitrofi come Cariati, la gente ha voglia di capire quello che si fa e come si fa, e quanto possa essere utile. Ci può essere la caduta del paziente con un attacco ischemico transitorio, che è un campanello d’allarme, poi vi può essere la perdita di coscienza seria, e si ha un tempo limitato per intervenire con le terapie».