Il Bastione Cannone torna al centro della storia e della valorizzazione di Cirò
Restauro, tutela e nuove prospettive di fruizione per uno dei simboli del patrimonio storico di Cirò
Si è svolto venerdì 2 ottobre il convegno promosso dal Rotary Club Cirò, dedicato al
restauro, alla valorizzazione e alla fruizione del Bastione Cannone e della cinta muraria di Cirò.
Un incontro che ha riunito amministratori, tecnici, restauratori e rappresentanti del mondo culturale, offrendo l’occasione per ripercorrere la storia della fortificazione e, allo stesso tempo, fare il punto sugli interventi realizzati e sulle prospettive future.
Ad aprire i lavori la presidente del Rotary Club Cirò, Rosa Caruso, che ha salutato e dato il benvenuto alle autorità rotariane e civili in sala.
Presenti al convegno Pasquale Catalano, assistente del Governatore distretto 2102, Rocco De Rito, membro della Consulta del Governatore, Mario Sculco, sindaco di Cirò, Salvatore Terminelli, presidente provinciale Anaci, l’architetto Antonio Francesco Amodeo, presidente dell'ordine degli architetti di Crotone; al tavolo dei relatori l’architetto Pasquale Lopetrone, già funzionario architetto della soprintendenza ABAP, l’architetto Vittoria Giardino e l’ingegnere Pasquale Varano.
Il Bastione rappresenta una testimonianza significativa della storia difensiva del borgo, le cui origini affondano tra il Quattrocento e il Cinquecento. Nel corso dell’incontro sono stati richiamati anche importanti riferimenti storici, tra cui la figura di Andrea Carafa, nel quadro delle vicende che hanno interessato il sistema fortificato del territorio.
Particolare attenzione è stata dedicata, dall'architetto Vittoria Giardino, ai lavori di restauro, realizzati nel rispetto delle caratteristiche storiche e architettoniche del manufatto. Tra gli interventi illustrati figurano la rimozione di alcune superfetazioni e delle colate di cemento, la ricostruzione dei merli e l'utilizzo di materiali compatibili con quelli originari. Anche la nuova scala metallica è stata concepita come elemento contemporaneo sovrapposto all'antica struttura, distinguendo l'intervento moderno dalla preesistenza storica.
Nel corso del convegno, dall'ingegnere Pasquale Varano, sono state inoltre illustrate le diverse fasi operative, con particolare riferimento alle attività di completamento, manutenzione e sistemazione degli spazi.
Ma il recupero del Bastione non si esaurisce nel restauro. La vera sfida, quella di restituire il monumento alla comunità, facendone un luogo vivo di cultura, incontro e attrazione turistica, è stata fulcro dell'intervento magistrale dell’architetto Pasquale Lopetrone. Tra le prospettive emerse vi è la possibilità di approfondire, attraverso ricerche e indagini archeologiche, il recupero del camminatoio coperto che collegava i due baluardi, elemento che potrebbe contribuire a ricostruire in maniera ancora più completa l'antico sistema difensivo.
È stata inoltre ribadita la necessità di proseguire nell'opera di liberazione degli spazi circostanti, così da rendere maggiormente leggibile la cinta muraria e il rapporto tra il Bastione e il tessuto storico del borgo.
La valorizzazione passa anche dalla cultura e dalla promozione del territorio. Eventi, mostre, incontri e iniziative legate all'enologia e alle eccellenze locali possono contribuire a trasformare il patrimonio storico in un'opportunità concreta di conoscenza e sviluppo, rafforzando il legame tra storia, identità, cultura e turismo.
Le esperienze citate nel corso dell'incontro, tra cui quelle di Santa Severina, della Torre di Melissa e di Le Castella, hanno mostrato come il recupero e la corretta narrazione del patrimonio fortificato possano diventare strumenti di crescita per i borghi storici.
Il convegno ha quindi rappresentato non soltanto un momento di riflessione sul lavoro svolto, ma anche l'occasione per delineare una prospettiva futura: tutelare il patrimonio, completarne il recupero, garantirne la manutenzione e renderlo sempre più accessibile e conosciuto.
Il prossimo passo sarà dare continuità alle azioni già avviate, attraverso il coordinamento tra Amministrazione comunale, Soprintendenza, tecnici, imprese e realtà associative, accompagnando gli interventi materiali con una più ampia attività di ricerca, documentazione e comunicazione.
Il Bastione Cannone può così tornare a essere non soltanto una testimonianza del passato, ma un luogo capace di raccontare la storia di Cirò e di contribuire al suo futuro.
17.4°