Il caro energia mette in ginocchio le imprese, la parola alle associazioni di categoria

Il caro energia mette in ginocchio le imprese, la parola alle associazioni di categoria

Mentre la politica e l’Europa cercano soluzioni al caro-energia, famiglie ed imprese si trovano ad affrontare una vera e propria emergenza. Troppe aziende sono a rischio, troppi imprenditori devono fare i conti con bollette triplicate e costi ormai insostenibili. Abbiamo dato la parola ai rappresentanti di alcune associazioni di categoria.

Diego Zurlo (Confagricoltura Crotone) «L’incremento dei costi e dei prezzi ha messo in ginocchio il settore agricolo»

Il comparto agricoltura vive una situazione difficile. Da quando è iniziato il conflitto russo-ucraino c’è stato un incremento dei prezzi e dei costi dell’energia e del carburante. Questo, unito ad altri aumenti, come quello dei fertilizzanti prodotti in Russia, ha messo in ginocchio il settore. Bisognerebbe aumentare il costo delle nostre produzioni ma noi non siamo in grado di decidere il costo dei nostri prodotti sul mercato perché lungo la filiera ci sono altri passaggi prima di arrivare al consumatore, basta pensare ad esempio alla grande distribuzione. Confagricoltura ha avanzato una serie di soluzioni. Tra queste la riduzione dell’aliquota Iva, anche se per alcuni prodotti è già bassa, che darebbe ristoro e compensazione ai costi che riguardano le materie prime.

Luca Mancuso (FenImprese) «Il territorio soffre da anni e gli aumenti sono impossibili per le nostre aziende»

Le spese sono raddoppiate per imprese e famiglie, addirittura si stima che possano aumentare del 300% rispetto al 2020. Ci sono molte aziende energivore che stanno pensando di bloccare la produzione o di chiudere definitivamente perché è davvero difficile continuare. Il peso delle bollette da pagare, in questo momento, è insostenibile. Lo Stato dovrebbe agire mettendo un tetto così come è accaduto in altre nazioni, ad esempio in Francia e la differenza andrebbe coperta con delle manovre finanziarie: mancano circa 20-40 miliardi di euro. Va raddoppiato il credito d’imposta per le aziende, questa potrebbe essere una soluzione. Il nostro territorio, poi, soffre da anni e questi costi sono impossibili per le nostre aziende già in sofferenza per altri problemi.

Mario Spanò (Confindustria Crotone) «Le soluzioni ci sono, serve il coraggio di fare riforme per imprese e famiglie»

Ormai da oltre un anno chiediamo sostegni al Governo sia per le famiglie che per le imprese. Il rischio è la chiusura delle aziende e il conseguente aumento della disoccupazione o della cassa integrazione. Chiediamo un tetto al prezzo del gas, che non dovrebbe essere collegato a quello dell’elettricità. Chiediamo di puntare alla costituzione delle cosiddette comunità energetiche e bisognerebbe anche investire sull’energia rinnovabile semplificando le procedure. Chiediamo inoltre di sospendere i certificati verdi. Siamo sempre stati d’accordo sulla transizione ecologica ma ora è necessario mantenere aziende e famiglie. Le soluzioni ci sono, serve il coraggio di fare riforme che devono adeguarsi alle esigenze del momento per famiglie ed imprese.

Antonio Casillo (Confcommercio Crotone) «Le imprese mettono il cuore oltre l’ostacolo ma sono costrette a pensare alla chiusura»

Il caro bollette, seguito dal caro carburante e dal caro materie prime ha fatto triplicare i costi delle imprese che nel nostro territorio mettono sempre il cuore oltre l’ostacolo ma che sono costrette a prendere in considerazione la chiusura. Il Governo non può più aspettare, adesso deve intervenire con misure idonee per aiutare le aziende e le famiglie. C’è il rischio, a livello nazionale, che nei prossimi mesi chiudano 120 mila imprese. La provincia di Crotone vive di piccole imprese che rappresentano anche la storia, la cultura e la tenuta sociale. Questo deve essere chiaro alle forze politiche. Il nuovo Governo, dunque, dovrà prendere in considerazione la vivibilità dei territori, altrimenti continueremo a subire le prepotenze dei mercati economici.