Il Charleston torna protagonista a Crotone: l'anguria simbolo del Marchesato rivive al Farmer's Market
Agriortaggi recupera la storica varietà Charleston, simbolo dell'agricoltura del Crotonese e delle estati che hanno segnato intere generazioni
CROTONE – C'è un frutto che, più di tanti altri, riesce a evocare i ricordi dell'estate nel Crotonese. È il Charleston, la storica varietà di anguria che per decenni ha accompagnato la vita delle famiglie del Marchesato e che oggi torna protagonista grazie all'iniziativa dell'azienda Agriortaggi di Pina Orsino, presente al Farmer's Market di Crotone.
Per molti il Charleston rappresenta molto più di un semplice cocomero. È il sapore delle estati trascorse nelle campagne, dei camion carichi di angurie lungo la Statale 106, delle tavolate di Ferragosto e delle serate condivise in famiglia con una fetta fresca a concludere la giornata.
Il recupero di questa varietà assume così un valore che va oltre l'aspetto produttivo. Significa riportare alla luce uno dei simboli di quella fase di grande sviluppo che trasformò il territorio crotonese nel secondo dopoguerra. Dopo la Riforma Fondiaria e le opere di bonifica, infatti, l'introduzione dell'irrigazione cambiò profondamente il volto del Marchesato, favorendo la nascita di un'importante orticoltura intensiva.
Tra gli anni Settanta e Ottanta le campagne comprese tra Crotone, Isola Capo Rizzuto, Cutro, Strongoli e Rocca di Neto divennero uno dei principali poli orticoli della Calabria. Pomodori, peperoni, melanzane, finocchi e angurie raggiungevano i mercati regionali e, spesso, quelli del Centro e del Nord Italia, contribuendo alla crescita economica dell'intero comparto agricolo.
In quel contesto il Charleston era tra i prodotti più rappresentativi. Angurie spesso superiori ai dieci chilogrammi, trasportate sui rimorchi agricoli o vendute direttamente nelle aziende, diventavano protagoniste di un rito fatto di esperienza e tradizione: il caratteristico colpo con le nocche sulla buccia, il giudizio del produttore e la prima fetta offerta come assaggio.
«Quando abbiamo deciso di riproporre il Charleston – racconta Pina Orsino – non pensavamo soltanto a un prodotto. Pensavamo a un pezzo della nostra identità. Chi viene al Farmer's Market spesso ci dice: "È l'anguria che mangiavamo da bambini". Per noi questo vale quanto qualsiasi riconoscimento commerciale».
L'obiettivo dell'azienda è recuperare varietà storiche che rischiavano di scomparire, restituendo loro dignità sia dal punto di vista agricolo sia da quello culturale.
«L'agricoltura moderna deve innovare – aggiunge Orsino – ma non può dimenticare le proprie radici. Recuperare il Charleston significa raccontare ai giovani come si coltivava questa terra quando il Crotonese era uno dei motori ortofrutticoli della Calabria. Dietro ogni frutto ci sono storie di famiglie, sacrifici e competenze tramandate di generazione in generazione».
Con il tempo le esigenze della grande distribuzione hanno privilegiato varietà più piccole, standardizzate e spesso senza semi, relegando il Charleston ai ricordi di chi ha vissuto gli anni del boom agricolo del Marchesato.
Oggi il suo ritorno rappresenta invece un segnale importante: la volontà di custodire un patrimonio agricolo che appartiene alla storia del territorio e di valorizzare un prodotto capace di raccontare il lavoro, le tradizioni e l'identità delle campagne crotonesi.
Al Farmer's Market, ogni Charleston esposto sui banchi non è soltanto un frutto di stagione, ma un frammento di memoria collettiva che continua a vivere attraverso il lavoro di chi ha scelto di non disperdere un pezzo importante della storia agricola del Crotonese.
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